Economia - Il Segretario Provinciale Gennaro D'Avino lancia l'allarme sulla ripartenza di gennaio: "Puntare subito sull'ibrido per salvare l'indotto e rinnovare gli appalti, prima che la crisi diventi irreversibile per le famiglie del Cassinate."
"Bisogna mettere fine una volta per tutte al continuo slogan della 'riconversione industriale'. Applicato al nostro territorio, questo concetto non è un’opportunità, ma una condanna a morte per oltre il 70% delle aziende dell’indotto." Esordisce così Gennaro D’Avino, Segretario Provinciale UILM, analizzando con estrema preoccupazione la ripartenza dello stabilimento Stellantis prevista per il 16 gennaio.
Secondo D'Avino, il sistema produttivo del Cassinate, costruito in decenni di investimenti e competenze uniche, non può essere smantellato in nome di teorie che ignorano la realtà industriale e sociale locale. "Cassino non può essere sacrificata sull'altare di strategie che non tengono conto del fattore umano e dei posti di lavoro", incalza il Segretario.
La situazione che si prospetta per il 2026 è speculare alle criticità già denunciate nel 2025. Produzione insufficiente: le previsioni di circa 13.000 Alfa Romeo non garantiscono un incremento delle giornate lavorative. Il ricorso agli ammortizzatori sociali rischia di diventare una costante, erodendo il reddito delle famiglie e la stabilità del tessuto commerciale e sociale del territorio.
Il rischio indotto: volumi così bassi mettono in discussione la sopravvivenza stessa dei fornitori, con il rischio concreto di un impoverimento irreversibile dell'intero Cassinate.
Per la UILM, la strada per evitare il collasso esiste ed è concreta: accelerare il lancio dei modelli ibridi. "Oggi l’ibrido rappresenta l’unica risposta immediata alle richieste del mercato", spiega D’Avino. "È l’unica soluzione capace di garantire volumi produttivi reali, continuità occupazionale e la tenuta dello stabilimento e del suo indotto."
Un punto estremamente critico sollevato dal Segretario riguarda la scadenza degli appalti. Con una produzione ai minimi termini, aziende strategiche come Teknoservice, LOGITECH, Trasnova, Atlas e Iscot vedono il proprio futuro appeso a un filo. "Senza il rinnovo degli appalti e con una logistica sotto pressione, rischiamo di perdere intere filiere produttive", avverte D’Avino. "Governo e Istituzioni devono intervenire immediatamente: ogni giorno di inerzia è un giorno perso per salvare centinaia di famiglie."
In questo scenario difficile, la UILM rivendica il proprio ruolo di sindacato propositivo con responsabilità (non solo denuncia dei problemi, ma indicazione di alternative industriali praticabili) e presenza: massima vicinanza ai lavoratori di Cassino e dell'indotto per difendere il diritto al futuro.
"Il Cassinate merita rispetto e scelte industriali serie, non teorie fumose", conclude Gennaro D'Avino. "Continueremo a lottare a schiena dritta perché il valore del lavoro in questo territorio non venga calpestato."
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