L'IIS San Benedetto al Centro Antiviolenza di Cassino

Scuola e Università - Le alunne accompagnate dalla docente Costa sono state accolte dalla dottoressa Capaldi, dall'assessora Tamburrini e dalla psicologa Baldassarre

L'IIS San Benedetto al Centro Antiviolenza di Cassino
di autore Francesca Messina - Pubblicato: 27-11-2025 20:13 - Tempo di lettura 2 minuti

Le studentesse della classe 4^L dell’IIS San Benedetto di Cassino, dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale il 25 novembre guidate dalla professoressa Sara Costa, che per loro non è solo un’insegnante ma una presenza solida,  capace di accompagnarle nelle esperienze più delicate, hanno varcato la porta del Centro Antiviolenza di Cassino.

A dare loro il benvenuto, la dottoressa Antonella Capaldi, l’assessora Maria Concetta Tamburini e la psicologa Ivana Baldassarre: donne che ogni giorno si siedono accanto al dolore degli altri, che ascoltano, proteggono, sostengono. Loro hanno parlato con una sincerità che non si dimentica. Hanno spiegato cosa significa chiedere aiuto, quanto coraggio serva per farlo, e quante mani si tendono quando finalmente si trova la forza di parlare.

Poi il momento più toccante: le pergamene. Erano piccoli pezzi di cuore, scritti dalle studentesse dei Servizi Socio-Sanitari e dai ragazzi dell’indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica. Frasi semplici, ma così vere da far tremare la voce mentre venivano pronunciate: “Tu meriti rispetto.” “La tua voce è importante. “Non lasciare che nessuno ti spenga.”

La docente Giovanna Russo, referente PCTO, ha costruito con passione questa esperienza, credendo davvero nel valore educativo del contatto con il territorio.

E la dirigente scolastica Maria Venuti, sempre vicina alle tematiche sociali, sostiene e incoraggia ogni progetto che costruisce cittadinanza, consapevolezza e umanità. Perché l’indirizzo Servizi Socio-Sanitari non insegna solo una professione. Insegna a guardare l’altro con occhi più veri. Insegna la gentilezza. Insegna il silenzio che ascolta e non giudica. Insegna che cura e rispetto sono due parole che cambiano la vita.

E così, quella che poteva sembrare una semplice uscita didattica, è diventata per la 4L una lezione di vita. Una di quelle che ti restano dentro. Una di quelle che ti ricordano che a volte basta esserci, davvero, per fare la differenza. Mai più silenzio. Mai più paura. Mai più violenza. Da oggi, le loro voci non taceranno più.

“È stato uno di quei giorni – sottolineano le studentesse - che ti entrano dentro piano e poi restano. Uno di quei giorni che ti cambiano gli occhi con cui guardi il mondo. Appena entrate, l’aria era diversa: più lenta, più densa, più vera, lì dentro, tra quelle pareti che conoscono il peso delle lacrime e la forza delle rinascite”.

Le ragazze hanno ascoltato in silenzio storie che non lasciano indifferenti. Ma era un silenzio pieno: pieno di rispetto, di emozione, di consapevolezza. Un silenzio che assorbe, che fa crescere, che fa promettere a sé stesse: “io ci sarò, io farò la mia parte.”

 

 

 





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