La ZES "drogata" da Roma esclude il Basso Lazio: UGL e Azione fanno fronte comune

Politica - Il sindacato ha organizzato un convegno per venerdì 14 novembre alle ore 15:00 presso il Fornaci Village Dream Cinema del Capoluogo mentre il partito di Calenda ha presentato un Ordine del Giorno in Parlamento per cercare soluzioni alternative e superare i vincoli che hanno generato una "distorsione competitiva" nel Lazio Meridionale

La ZES "drogata" da Roma esclude il Basso Lazio: UGL e Azione fanno fronte comune
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 12-11-2025 17:07 - Tempo di lettura 2 minuti

La battaglia per l'ingresso della provincia di Frosinone e dell'intero Basso Lazio nella Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno si intensifica su due fronti: sindacale e politico. Da un lato, l'UGL Frosinone denuncia l'ingiustizia del criterio di ammissione; dall'altro, la Federazione Provinciale Azione porta la questione in Parlamento con un Ordine del Giorno mirato a correggere le asimmetrie territoriali.

L'UGL Frosinone, tramite il Segretario Provinciale Enzo Valente, ha espresso una ferma critica ai criteri che hanno escluso il Brosio Lazio dalla ZES. La valutazione basata su indicatori socio-economici a livello regionale (NUTS2) è ritenuta "scorretta e penalizzante".

"Il PIL medio del Lazio è drogato dai dati di Roma e questo impedisce l’inclusione delle province del sud, Latina e Frosinone, che, se valutate singolarmente, avrebbero invece i requisiti di difficoltà economica," ha dichiarato Valente.

Per accendere i riflettori su questa necessità, il sindacato ha organizzato un convegno fondamentale per venerdì 14 novembre alle ore 15:00 presso il Fornaci Village Dream Cinema di Frosinone. L'obiettivo è chiaro: "fare squadra per dare forza alle nostre richieste" mettendo allo stesso tavolo le forze politiche ed economiche del territorio per rilanciare una richiesta unitaria e condivisa.

Parallelamente all'iniziativa sindacale,  Azione ha presentato un Ordine del Giorno in Parlamento per cercare soluzioni alternative e superare i vincoli che hanno generato una "distorsione competitiva" nel Lazio meridionale. "Lo avevamo promesso di condurre questa battaglia fondamentale per il futuro economico della nostra Provincia. E non ci fermeremo nemmeno dinanzi al diniego del Governo," ha affermato Azione, aggiungendo di star studiando "altre soluzioni alternative" per raggiungere l'obiettivo dei vantaggi ZES.

L'Ordino del Giorno, presentato da Grippo e Bonetti, evidenzia come la perimetrazione ZES abbia creato un divario competitivo tra comuni contigui del Lazio meridionale (come Cassino, Sora, Formia, Gaeta, Pontecorvo, Aquino) e i territori limitrofi inclusi (Venafro, Isernia, Agnone), nonostante condividano filiere produttive, in particolare nel settore dell'automotive.

Il documento impegna il Governo a: valutare l'estensione dei benefici ZES alle cosiddette "aree cuscinetto", ovvero ai territori contigui alle regioni già incluse, qualora presentino comprovate interdipendenze industriali e condizioni economiche analoghe; promuovere una mappatura sub-regionale (NUTS3) che individui i territori del Lazio meridionale colpiti da deindustrializzazione e crisi dell'automotive; valorizzare l’ecosistema formativo locale (ITS Meccatronico del Lazio, Università di Cassino) come infrastruttura abilitante per la transizione delle imprese; verificare i presupposti per l'estensione dell’“Area di crisi industriale complessa” ai territori interessati (Frosinone e area sud di Latina), attivando i conseguenti strumenti di politica industriale.

L'Ordino del Giorno è presentato come un’occasione per correggere le asimmetrie e introdurre criteri di continuità economico-territoriale a tutela della competitività dei sistemi produttivi.





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