Politica - La presidente dell’associazione “Futura” di Cassino commenta la visita di Carlo Calenda e denuncia l’assenza della politica locale all’incontro con sindacati e imprese: "in gioco c’è la dignità di centinaia di famiglie, servono soluzioni concrete e una visione condivisa per rilanciare l’area industriale del Cassinate"
Ancora uno stop alla produzione nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, e la preoccupazione nel Cassinate torna a crescere. A lanciare un nuovo allarme è Maria Vittoria Andreotti, presidente dell’associazione Futura di Cassino, che in un intervento dai toni accorati ha denunciato l’assenza di risposte concrete e la mancanza di coesione politica di fronte a una crisi che continua a colpire duramente famiglie e lavoratori del territorio.
"La tendenza non sembra volersi invertire e troppe famiglie sono a rischio – ha dichiarato Andreotti –. Tante le promesse, forse troppe, e pare che nessuna sia poi davvero stata realizzata. Ovviamente il primo tentativo deve essere quello di salvare lo stabilimento e con esso tutte le famiglie che da quel luogo di lavoro traggono dignità, ma bisogna anche pensare ad ipotesi alternative".
Andreotti ha commentato la visita a Cassino del senatore Carlo Calenda, che ieri ha incontrato le rappresentanze sindacali e industriali per discutere del futuro dell’automotive e della situazione di Stellantis. "Calenda, pur non vedendo concreta la possibilità di riconversione dello stabilimento di Piedimonte, si è mostrato motivato a sensibilizzare le coscienze politiche per la salvaguardia del sito e dell’intero comparto produttivo nazionale. Inoltre, ha annunciato la promozione, con la nostra inclusione, dell’area vasta di crisi che possa godere degli stessi benefici della ZES".
La presidente di Futura ha sottolineato come il rilancio dell’area industriale richieda interventi strutturali e non solo promesse: "La zona industriale deve essere resa appetibile per gli investitori, deve offrire servizi e motivare a impiegare denaro, non può restare abbandonata com’è oggi: priva di infrastrutture adeguate, di una logistica efficiente e di una manutenzione all’altezza del suo ruolo strategico".
Ma ciò che ha colpito di più Andreotti è stata l’assenza degli amministratori locali all’incontro con Calenda: "In un clima così teso e preoccupato non si può fare a meno di notare che, in occasione dell’incontro tra Calenda, sindacati e imprese del comparto automotive, non erano presenti esponenti politici locali, ad eccezione dei simpatizzanti di Azione. E qui la riflessione è spontanea: quand’anche fosse mancato un invito ufficiale, quand’anche l’incontro fosse diretto a sindacati e imprenditori, come può la politica locale disertare un appuntamento così importante" si interroga.
Un’assenza che, secondo Andreotti, pesa come un segnale di disinteresse verso le sorti del territorio. "Tocca avere a mente l’interesse dei cittadini e non quelli del singolo. Le crisi si affrontano insieme, con serietà e senso di responsabilità, non con silenzi e divisioni. Il Cassinate ha bisogno di una politica presente, che ascolti, dialoghi e proponga soluzioni reali".
Con le fabbriche che rallentano, le famiglie in ansia per il futuro e un tessuto economico fragile, il messaggio di Andreotti suona come un monito: senza un fronte comune tra istituzioni, imprese e società civile, la ripresa del Lazio meridionale rischia di restare solo sulla carta.
L.P.