Scienza, coscienza e fede: la sfida di Monsignor Paglia per una nuova alleanza globale della Bioetica

Attualità - L'Arcivescovo e Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita ospite di Open Space (CNI) per un dialogo tra profondità spirituale e ragione scientifica: "Necessaria un'Algoretica, gli algoritmi non sono neutrali". Tutti i dettagli

Scienza, coscienza e fede: la sfida di Monsignor Paglia per una nuova alleanza globale della Bioetica
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 22-10-2025 07:27 - Tempo di lettura 2 minuti

 In un’epoca che corre  con formidabile  rapidità, cresce la necessità di un dialogo che sappia unire la profondità spirituale con la ragione scientifica. Oggi come mai le esigenze morali si muovono su un terreno di dialogo e talvolta di  conflitto con  gli imperativi della tecnica. Come può nascere una feconda collaborazione tra istanze spesso vissute come contrapposte? A spiegarlo, sarà  Monsignor Vincenzo Paglia, Arcivescovo e Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ospite di Open Space, il communication hub del Consiglio Nazionale degli Ingegneri pensato come ponte tra l’ingegneria e i grandi temi della contemporaneità.

L’appuntamento è per oggi, mercoledì 22 ottobre alle ore 18:30, presso la sede del CNI in via XX Settembre 5, Roma, con un titolo che sintetizza la sfida: “Scienza, coscienza e fede: verso una nuova alleanza per la vita”.  “Serve una  Bioetica Globale, con le maiuscole- ha affermato il Monsignore- Scienza e tecnologie aprono campi nuovi  insidiati da risvolti involutivi e drammatici. I nuovi problemi etici hanno ormai una dimensione globale, che trascende le diverse culture e i livelli di sviluppo: perché vanno a toccare i fondamentali dell’umano, che è comune a tutti: la configurazione psichica, l’identità sessuale, la dignità individuale, l’accesso alle risorse, le libertà essenziali. Le meraviglie di cui si parla, saranno a disposizione di pochi o di molti? Vivremo meglio, grazie al’accrescimento  delle potenzialità o ci elimineremo più facilmente, con la maggiore sofisticazione degli apparati militari di smaltimento degli scarti?». “Dobbiamo pensare ad un’etica dell’algoritmo, un’algoretica,  gli algoritmi non sono neutri, non sono neutrali, - ha spiegato Paglia- dipendono dalle intenzioni di partenza dei programmatori e delle aziende.

Dunque è necessario un approccio in cui l’intelligenza artificiale, applicata eticamente, possa davvero avere un impatto positivo sulla vita delle persone e offra i suoi avanzamenti nel terreno bio-medico o nel miglioramento delle diagnosi, solo per citare alcuni esempi, a tutta l’umanità, non soltanto a chi può permetterselo. “ Ad intervistare l’illustre ospite sarà Alberto Romagnoli, Consigliere con delega alla comunicazione del CNI sui temi del senso e del limite con l’obiettivo di costruire uno spazio tra sapere e coscienza, tra progetto e visione.





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