Politica - Durante la seduta straordinaria di ieri con il direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, i consiglieri comunali hanno denunciato le gravi criticità dell’ospedale Santa Scolastica e del sistema sanitario territoriale, chiedendo interventi immediati e un cambio di passo nella gestione delle risorse e dei servizi
Il Consiglio comunale di Cassino ha dedicato la seduta di ieri a uno dei temi più sentiti dalla cittadinanza: la sanità pubblica. Alla presenza del direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, i consiglieri hanno illustrato una lunga serie di criticità che affliggono l’ospedale Santa Scolastica, dal pronto soccorso sovraffollato alla carenza cronica di personale, fino alle difficoltà nei reparti specialistici.
Il dibattito, denso di contenuti, ha unito la politica cassinate nella richiesta di un intervento deciso per restituire dignità al presidio ospedaliero e al territorio del Lazio meridionale.
Un intervento toccante è stato quello di Carmine Di Mambro, consigliere comunale di centrodestra: “Il mio intervento è stato più emozionale che numerico: ho riportato il grido di dolore dei cittadini e dei malati di questo territorio. Continuerò a fare la mia parte – come consigliere, come cittadino e come malato – per dare voce a chi non ha voce, per difendere la dignità di ogni paziente e per ricordare che dietro ogni numero, ogni lista d'attesa, ogni referto, c'è una persona, una famiglia, una speranza di vita. E la speranza nasce solo se le istituzioni ascoltano, collaborano e agiscono per il bene del malato".
Ornella Rodi, consigliera del Partito Democratico nonchè dipendente Asl ha posto l’accento sull’organizzazione e sulla presa in carico dei pazienti: “È fondamentale garantire la presa in carico del paziente, che non significa dover essere in grado di fare ogni tipo di indagine in loco, ma che una volta che l'utente si rivolge a noi, siamo in grado di programmare tutto in ASL o altrove con convenzioni. È inoltre importante fare un censimento reale del personale che lavora perché spesso esiste una discrepanza importante tra pianta organica e personale in servizio. Infine, è necessario potenziare il territorio in modo che possa offrire una risposta immediata ai soggetti fragili e abbia la possibilità di fare prevenzione nelle scuole".
Un quadro preoccupante è stato delineato anche da Andrea Varone, consigliere di Partecipiamo Cassino: “La Ginecologia si trova in una situazione di grave carenza di personale che, insieme all'assenza di servizi come la partoanalgesia, mette a rischio l'attrattività del presidio strategico, nonostante mantenga numeri stabili di nascite. La struttura del Pronto Soccorso, pur essendo nuova, è una ‘scatola vuota’ per la carenza di organico e l'uso di medici a gettone su turni massacranti; la Sala Rossa è usata impropriamente per il ‘parcheggio’ di pazienti cronici in attesa di ricovero. Diversi reparti, come Otorino, Ortopedia, Gastro, Medicina Interna, sono in sofferenza cronica per mancanza di personale e attrezzature obsolete. L'Urologia, operando solo ambulatorialmente di mattina, è totalmente scoperta per le urgenze serali e festive, obbligando al trasferimento dei pazienti. Infine, persistono problemi di viabilità interna e sosta selvaggia nei parcheggi per disabili".
Sul piano delle soluzioni operative, Luca Fardelli, capogruppo di Demos, ha proposto un piano di intervento articolato: potenziamento immediato del personale medico, infermieristico e OSS attraverso concorsi straordinari con incentivi economici e alloggi, nonché stabilizzazione dei precari tramite le graduatorie esistenti. Ha inoltre chiesto un piano di sicurezza immediato per il Pronto Soccorso con vigilanza armata h24, telecamere e protocolli anti-aggressione, oltre alla creazione di un tavolo istituzionale permanente Comune - Asl - Regione che si riunisca ogni tre mesi per monitorare i lavori e presentare report pubblici alla Consulta dei Sindaci.
Infine, Maria Rita Petrillo, capogruppo di Orizzonte Comune, ha denunciato con forza lo squilibrio territoriale nella gestione sanitaria: “Il nostro Ospedale, che ha registrato accessi al Pronto Soccorso sovrapponibili a Frosinone, ha subito un depauperamento di reparti e personale: il nostro Pronto Soccorso è al collasso con personale sotto organico, turni massacranti e carichi di lavoro insostenibili. È inaccettabile che il nuovo Atto Aziendale mantenga uno squilibrio territoriale con la concentrazione delle specialità ad alta complessità nel capoluogo. Inoltre, è inaccettabile che i pazienti debbano percorrere decine di chilometri per ogni ciclo di chemioterapia, nonostante le condizioni di fragilità in cui versano. Cassino non chiede privilegi, ma pari dignità e pari opportunità di cura, perché il diritto alla salute non può fermarsi a metà provincia".
Giuseppe Sebastianelli, ex candidato sindaco del Polo Civico, ha sottolineato come: “Il diritto alla salute non può essere un percorso a ostacoli, e il cittadino non può sentirsi due volte sfortunato: prima per la malattia, poi per l’umiliazione di un pronto soccorso sovraffollato, disorganizzato, spesso ostile. Chi si rivolge al sistema sanitario è in un momento di fragilità. Non pretende diagnosi infallibili, ma umanità. L’ASL non deve generare profitti da dividere, ma valore umano da restituire. Dobbiamo lavorare per sostituire le frasi ‘non c’è il personale’ e ‘non c’è posto’ con altre due parole: dignità e diritto".
L.P.
Articolo precedente
Sanità, a Cassino verso una svolta e investimenti con la nuova governance ASLArticolo successivo
Privacy Policy