Camera di Commercio: l’export in Ciociaria vola, ma l’automotive continua a crollare

Economia - Il report “Osserfare” segnala vendite all’estero per 4,3 miliardi di euro nel primo semestre 2025, trainate dagli Stati Uniti e dal polo chimico-farmaceutico: in forte calo invece il settore metalmeccanico. Per Giovanni Acampora, presidente dell'ente camerale: "occorre trovare nuovi sbocchi e investire in formazione manageriale per superare la crisi"

Camera di Commercio: l’export in Ciociaria vola, ma l’automotive continua a crollare
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 04-10-2025 13:17 - Tempo di lettura 2 minuti

L’export della Ciociaria corre a due velocità. Da un lato, il polo chimico-farmaceutico registra un vero e proprio boom, crescendo del 23,7% nel primo semestre del 2025; dall’altro, l’automotive continua a perdere terreno, con un ulteriore calo del 10% che si somma al già pesante -28,1% del 2024. È quanto emerge dal report “Osserfare - Frosinone e Latina sui mercati internazionali I semestre”, elaborato dalla Camera di Commercio.

I dati raccontano di una provincia protagonista del rimbalzo laziale: 4,3 miliardi di euro di vendite all’estero, trainate per due terzi dal farmaceutico. A spingere questa crescita è stata soprattutto la domanda degli Stati Uniti, passata da 202 milioni a quasi 1,5 miliardi di euro. Un balzo impressionante, che ha portato la quota di export farmaceutico verso il mercato americano dal 4% al 42% del totale. Al contrario, l’export europeo ha segnato un calo del 13,7%, invertendo la crescita del +7,7% registrata in precedenza.

Secondo l’analisi, la corsa del farmaceutico è stata sostenuta da uno “stoccaggio prudenziale” legato alle incertezze sui dazi. Una dinamica che potrebbe non confermarsi nei prossimi mesi a livello nazionale. Resta però il dato: il polo chimico-farmaceutico della Ciociaria spiega ormai due terzi dell’export provinciale, circa dieci punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2024.

Se il farmaceutico vola, l’automotive arranca. Il settore che storicamente rappresenta l’ossatura industriale del territorio registra una crisi profonda: -10% nei primi sei mesi dell’anno, dopo il crollo del -32,1% del primo trimestre e milioni di ore di Cassa Integrazione già accumulate. “Occorre trovare nuovi sbocchi e investire in formazione manageriale” avverte il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Acampora.

Allargando lo sguardo oltre la Ciociaria, l’asse Frosinone-Latina continua a trainare il Lazio: oltre metà dell’export regionale proviene da queste due province. Le vendite all’estero dell’intera regione superano i 18,4 miliardi di euro (+17,4%). Latina contribuisce con 5,1 miliardi e un +6%, confermando la centralità del farmaceutico, che in questo caso mantiene saldo il primato delle destinazioni europee.

Ma lo scenario resta incerto. “L’incertezza è il rischio più alto per gli imprenditori – sottolinea Acampora – e gli accordi sui dazi UE-Usa non hanno ancora risolto il problema. È chiaro che occorre cercare mercati alternativi e questo impone alle imprese un impegno significativo per riorganizzare la filiera commerciale e produttiva. Non si tratta di un processo semplice, né rapido”.





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