Politica - Il taglio del nastro era atteso l'autunno scorso, ci sarà invece il prossimo 10 settembre, in occasione dell'82° anniversario del primo bombardamento della città. Questa mattina in conferenza stampa l'assessore Fiorentino ha illustrato tutti i retroscena, dalle foto di Consales alla riunione del 13 marzo. Salera: "E ora tocca a piazza Labriola"
La lunga e travagliata storia del restyling della Villa Comunale di Cassino sta per giungere a una conclusione. Il sindaco Enzo Salera ha annunciato la data definitiva dell'inaugurazione: il 10 settembre, una scelta non casuale che segna l'82° anniversario del primo bombardamento sulla città. L'annuncio arriva dopo una serie infinita di rinvii e date mancate, tra cui l'autunno scorso, il febbraio e il giugno di quest'anno.
A fare chiarezza sulla situazione ci ha pensato l'assessore ai Lavori Pubblici, Gennaro Fiorentino, che ha spiegato senza mezzi termini il motivo principale di tutti questi intoppi. Tutto è iniziato con un dettaglio apparentemente banale: alcune foto inviate dal consigliere Riccardo Consales. "Da alcune di queste foto ci accorgemmo che c’erano dei ristagni d’acqua che non percolavano bene," ha dichiarato Fiorentino. "Quindi chiamai il Rup, Lastoria, e dopo un sopralluogo ci siamo accorti che il terreno non era buono per la semina, dalle analisi è infatti emerso che era terreno argilloso." L'assessore ha poi aggiunto che, a seguito di ulteriori verifiche, è stato confermato che il terreno "non era idoneo per un parco pubblico."
La scoperta ha portato a una dura contestazione con la ditta subappaltatrice, e l'assessore ha voluto anche sgombrare il campo da ogni dubbio riguardo ai rifiuti interrati, un allarme lanciato in passato da alcuni ambientalisti. "I rifiuti trovati nel terreno nulla hanno a che vedere con quell’allarme inutile," ha specificato, "tant’è che è stato smentito dagli stessi organi che loro hanno chiamato a fare le verifiche, dalla Guardia Costiera all’Arpa Lazio. Aver ritrovato un pezzettino dove c’era una ex officina meccanica non significa che c’erano rifiuti interrati e questo è stato accertato da tutti gli enti.”
Il sindaco Salera ha rivelato la mossa decisiva che ha sbloccato l'impasse. Il 13 marzo scorso, vedendo che non c'erano stati progressi, ha convocato la ditta e ha spiegato che c'erano le condizioni per la risoluzione "in danno" del contratto. "Una volta avviato tale procedimento, finalmente abbiamo trovato l’intesa e il 2 aprile abbiamo firmato il documento per chiudere i lavori entro 60 giorni," ha affermato il primo cittadino, sottolineando come la sua azione decisa abbia risolto la situazione.
Per quel che riguarda i presunti rifiuti interrati, ricordiamo che, oltre agli ambientalisti che hanno per primi lanciato l'allarme, anche i consiglieri comunali dell’opposizione civica Arduino Incagnoli, Franco Evangelista e Giuseppe Sebastianelli lo scorso mese di luglio hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cassino.
Intanto, la conferenza stampa di questa mattina è stata anche l'occasione per fare il punto sugli altri cantieri, tra cui l'asilo di via Pascoli e il nuovo nido all'ex Onmi, che saranno operativi dal prossimo mese, e il restyling di Piazza Labriola, previsto per il 2027: "I lavori - ha assicurato il sindaco Salera - partiranno entro la metà del 2026 e saranno portati a termine in 8/9 mesi". Sembra invece ormai tramontato il progetto della funivia, come ha ammesso l'assessore ai lavori pubblici Gennaro Fiorentino.
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