Attualità - Dopo le molteplici iniziative dei mesi scorsi a sostegno del popolo palestinese nella città martire, il Comitato per la Pace Art. 11 e l'associazione "Se non ora quando", rispondendo all'appello di "gazalastday", hanno organizzato un sit - in di protesta in Piazza Diamare per contrastare il silenzio in atto sull'immane tragedia umanitaria
Nei giorni scorsi Piazza Diamare si è trasformata in un epicentro di una protesta fortemente simbolica, caratterizzata da un frastuono che ha voluto richiamare l'attenzione sull'immane tragedia di Gaza.
Il Comitato per la Pace Art. 11 e l'associazione "Se non ora quando", rispondendo all'appello di "gazalastday", hanno rotto il silenzio con ogni mezzo disponibile, da pentole a fischietti, in un gesto simbolico per richiamare l'attenzione sulla drammatica situazione che sta vivendo il popolo palestinese.
L'iniziativa, un vero e proprio "grido di pace", ha voluto puntare i riflettori sulle inaudite violenze che la popolazione di Gaza sta subendo. I manifestanti hanno denunciato con forza la morte per fame di numerosi bambini, la mancanza di aiuti umanitari, la distruzione degli ospedali e l'assenza di medicinali essenziali.
Gli organizzatori hanno sottolineato l'urgenza di non restare indifferenti di fronte a tale tragedia, contrariamente a quanto sta facendo l'Occidente, atteggiamento che per i promotori della manifestazione rappresenta una "vergognosa scelta di cui la storia ne renderà testimonianza".
La mobilitazione dell'altra sera a Cassino si inserisce in un più ampio contesto di manifestazioni globali che chiedono un'immediata cessazione delle ostilità e un'azione concreta per alleviare la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.
L.P.
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