Scuola e Università - Durante l'uscita formativa le alunne sono state guidate dalle docenti Coretti e Russo
Le alunne dell'Istituto di Istruzione Superiore San Benedetto di Cassino, diretto dalla preside Maria Venuti, alla Fondazione Istituto Antoniano di Portici. È stata un'esperienza formativa e alquanto arricchente.
"Perché l'Antoniano? - spiegano le docenti - Perché con la sua storia di impegno nella promozione dei valori umani e nella solidarietà offre un modello importante per le giovani generazioni! La struttura accoglie anche ragazzi con grave disabilita'".
Durante l'uscita formativa le alunne sono state guidate dalle professoresse Coretti Anna Maria e Russo Giovanna e sono state accolte,con grande calore e disponibilità, dalla dottoressa Iennaco.
"Grazie alla dottoressa Iennaco - sottolineano le docenti - e agli operatori del Centro, le alunne, hanno potuto conoscere da vicino i progetti di solidarietà e sostegno alle persone con disabilità e a quelle in difficoltà economica e sociale. L'incontro è stato fortemente significativo dal punto di vista umano e professionale. Le nostre studentesse, con tanto entusiasmo e spirito di iniziativa hanno tenuto un laboratorio creativo di decupage, con riciclo di vecchi CD, coinvolgendo attivamente gli ospiti del centro. E' stato sorprendente e toccante osservare con quanto in impegno curiosità e partecipazione questi ragazzi si siano lasciati coinvolgere nelle attività proposte.
La cosa che più ha colpito e commosso le allieve, è stata la scoperta che nonostante la loro condizione questi ospiti "speciali" sono in grado di apprendere, creare, stupire. Dalla ceramica all'uncinetto, fino alla realizzazione di bomboniere artigianali: esempi concreti di come il lavoro quotidiano del centro riesca a stimolare abilità, valorizzare capacità residue e restituire identità attraverso il fare. L' emozione più grande è arrivata nel momento in cui le allieve hanno compreso che il loro ruolo di future operatrici socio-sanitarie non si limita all' assistenza ma diventa relazione, scambio, presenza attiva e partecipazione alla vita dell'altro".
L'esperienza si è concnclusa con un momento conviviale: il pranzo offerto e condiviso con la dottoressa Iennaco, gli ospiti e il personale del Centro . "Un'occasione preziosa - concludono le professoresse - per consolidare legami, abbattere barriere e vivere appieno lo spirito dell'inclusione. Possiamo affermare con certezza che si è trattato di un'esperienza più che formativa: è stata una vera e propria lezione di umanità. Le nostre allieve sono tornate arricchite, consapevoli di quanto sia importante ascoltare, osservare e imparare da chi apparentemente sembra non poter insegnare nulla ma in realtà ha tantissimo da offrire".
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