Opinioni - L'intervista a 'LeggoCassino' del responsabile organizzativo regionale della Lega fa discutere, soprattutto per il paragone tra i lavori alla villa e quanto accaduto in passato al cimitero, ma anche per le critiche al 'Salera bis'. Il prof. Costa ironizza: "Per il futuro della nostra città, fino a che dall’altra parte ci sarà lui, si può stare tranquilli"
Non sappiamo quanti abbiano avuto la forza (e taluni pure la santa pazienza) di ascoltare dall’inizio alla fine la soporifera intervista di Mario Abbruzzese, da settembre scorso nuovo responsabile organizzativo regionale della Lega, a “Leggo Cassino".
Soporifera – precisiamo - non per le domande, peraltro pertinenti e stimolanti, del direttore Alberto Simone. Ma per gli argomenti e, ancor più, per lo stonato tono vagamente aulico assunto dall’intervistato. Tipico di chi la sa lunga e pensa pure di saperla raccontare, sorretto dalla convinzione che in circolazione ci siano sempre in abbondanza allocchi, proni ad abbeverarsi a siffatta limpida fonte.
Non saremmo intervenuti con questa nota (ed avremmo evitato volentieri la comprensibile “sofferenza” a quell’ascolto) se non fossimo stati sollecitati dalla implorazione di un giovanotto di nostra conoscenza, particolarmente indignato per le tante cose dette dal concittadino leghista.
Invero ne ha dette, a ruota libera, parecchie, qualcuna anche grossa: che lui entrerà sicuramente nel parlamento europeo “perché in questi anni qualcosa succederà”; che Salvini (pensate un po’!) è elemento di collegamento tra Usa ed Europa; che “stiamo”, cioè stanno per mettere la prima pietra per il ponte di Messina; che nel governo nazionale tra gli alleati regna una armonia che è una meraviglia; insomma che tutto va bene nel governo e in questa nostra Italia, madama la marchesa. Finanche a Ceccano dove per le elezioni prossime dell’amministrazione comunale, dopo la “brillante” vicenda dell’ex sindaco di centrodestra Caligiore, mandato a casa anzitempo agli arresti domiciliari, ci sarebbe nella città fabraterna una “fiducia nella vittoria” che non ti dico.
Ma ad indignare il nostro giovane amico anelante da noi “giustizia”, ci è parso di capire, non è stato tanto il dire di cui sopra, quanto invece, lo strumentale elogio abbruzzesiano al “Salera-uno”, naturalmente migliore del Salera-due. Classico: per criticare uno, si elogia l’altro. Ed è stata, poi, anche la squilibrata equiparazione fatta da Abbruzzese tra la questione dei loculi cimiteriali, ai tempi della giunta D’Alessandro, e i presunti “rifiuti” interrati (?) di oggi nella villa comunale.
Abbiamo rassicurato il nostro giovane che, almeno per il futuro della nostra città, fino a che dall’altra parte dello schieramento ci starà Abbruzzese, si può stare tranquilli: egli, infatti, è una garanzia per il centrosinistra locale. Lo è stato per il recente passato e lo sarà anche per il futuro. Del resto in un passo dell’intervista ha garantito il suo interessamento come regista del centrodestra. “Manca una leadership nella minoranza – ha detto – Io spero di mettere le cose a posto, a Cassino come a livello provinciale”. Per quanto ci riguarda dunque, siamo a posto.
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