Economia - L'organizzazione sindacale Flmu Club di Cassino organizza un presidio davanti ai cancelli di Stellantis a Piedimonte San Germano il giorno giovedì 15 febbraio dalle ore 13 alle 15. Ecco chi aderisce
L’organizzazione sindacale Flmu-Cub di Cassino organizza un presidio davanti i cancelli del sito Fca/Stellantis di Piedimonte San Germano per il giorno giovedì 15 febbraio dalle ore 13 alle 15 dinanzi l'ingresso 1. Al presidio di lotta parteciperanno i vertici nazionali dell’organizzazione sindacale, il segretario nazionale del PRC Maurizio Acerbo, Ugo Moro della segretaria Nazionale del PCI, hanno altresì dato la loro adesione il Movimento 5stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, PCL, i CARC e il sindacato Fiom- CGIL.
Si invitano tutti i lavoratori e cittadini del territorio nonchè le forze sociali, politiche e le istituzioni locali. "La repressione e la gestione unilaterale degli esuberi strutturali, gli aumenti dei carichi di lavoro, le criticità legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro, le difficoltà croniche dei lavoratori dell’indotto e le prospettive occupazionali del sito produttivo - sottolinea in una nota il sindacato di base FlmU-Cub, impongono uno sforzo congiunto di tutte le forze sociali e politiche del territorio.
Non da ultimo le trasferte obbligatorie, con accordo sottoscritto il 5 dicembre da alcune sigle sindacali e ancora non reso pubblico, il quale nella sua redazione non avrebbe tenuto conto di salvaguardare operai/e che assistono familiari con Lg. 104/91 riconosciuta, genitori con figli minori, operai/e monogenitori, invalidi, ultra 55enni.
In questo contesto si configura il licenziamento di Delio Fantasia, operaio Stellantis nonché segretario provinciale della FLMUniti-Cub. Il sindacato e i colleghi del sito produttivo di Piedimonte saranno presenti al presidio anche per solidarizzare con Delio, licenziato solo una settimana fa, e per denunciare gli altri provvedimenti repressivi che si sono susseguiti in questi ultimi mesi.
Il rilancio del conflitto sociale fuori e dentro la fabbrica si rende necessario per arginare i piani del padrone finalizzati allo smembramento dell’intera area industriale del cassinate Bisogna mettere un punto allo smantellamento dello stabilimento produttivo di Cassino, alla chiusura di interi fabbricati, al trasferimento dei macchinari e degli operai verso altri stabilimenti, allo svuotamento del bacino occupazionale del territorio e, non per ultimo, alla barbarie della repressione antisindacale all’interno della fabbrica, che ci riporta inevitabilmente indietro di 60 anni".
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