Stellantis, la crisi scatena lo scontro tra sindacati e mondo politico

Economia - Nel Consiglio regionale di questa mattina non sono mancate stilettate nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori: "Dove sono stati fino ad oggi?". In assemblea i segretari avevano invece bacchettato i toni allarmistici di alcuni sindaci e non solo. Presto una conferenza regionale a Cassino. Esuberi e sabati lavorativi: la FlmU-Cub annuncia un gennaio infuocato

Stellantis, la crisi scatena lo scontro tra sindacati e mondo politico
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 01-12-2023 07:32 - Tempo di lettura 4 minuti

È stato approvato all'unanimità l’ordine del giorno, che ho presentato come primo firmatario, che esprime preoccupazione sul futuro di Stellantis nella nostra regione proprio nel primo giorno dello stop alla produzione. Bisogna fermare questa dismissione silenziosa, vogliamo trasparenza e certezza e la Regione deve fare sentire la sua voce al tavolo ministeriale. Nell'ordine del giorno  approvato oggi in Consiglio regionalesi impegna la Giunta a relazionare periodicamente al consiglio sulla vertenza e di convocare a Cassino un tavolo tecnico con il coinvolgimento delle parti sociali.

"È stato un dibattito importante del Consiglio regionale voluto dalla opposizione. Ringrazio tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione e la Vicepresidente Roberta Angelilli per l'impegno assunto a nome della Giunta”. Lo ha dichiarato il consigliere della Regione Lazio di Azione Alessio D’Amato.  

SARA BATTISTI: NO ALTRI FALLIMENTI

Gli fa eco la collega del Pd Sara Battisti che spiega: "Auspico che il tavolo ministeriale agisca concertando con l’azienda linee di indirizzo che garantiscano la tutela dei livelli occupazionali.  Dopo l’occasione persa della Zes, non possiamo permetterci altri fallimenti.

La Regione Lazio e l'amministrazione Rocca devono essere pienamente impegnati nel percorso di salvataggio - conclude - e rilancio dello stabilimento industriale di Piedimonte San Germano".

SINDACATI NEL MIRINO

Orlando Angelo Tripodi, presidente commissione Lavoro alla Pisana, ha raccolto il grido d’allarme ma allo stesso tempo ha bacchettato le organizzazioni sindacali: “La transizione dal motore termico all’elettrico andava gestita, per non esserne travolti. La perdita di posto di lavoro è iniziata da anni, non da ieri, i sindacati dov'erano e dove sono? A bloccare il Paese contro il Governo senza occuparsi di crisi aziendali molto serie? Adesso noi abbiamo l'obbligo di far sentire la vicinanza e la presenza della Regione ai lavoratori  di Stellantis e a tutto l’indotto”.

ASSEMBLEA INFUOCATA

Lo scontro tra una parte del mondo politico e una parte del mondo sindacale era partito già giorni fa quando, nel corso di un'assemblea in fabbrica, sono stati messi sotto accusa alcuni sindaci del territorio. Il segretario provinciale della Uilm ha detto apertamente: "La vendita della palazzina uffici non c’entra nulla con la produzione. Noi eravamo convinti che entro fine anno sarebbero arrivate buone notizie. E sono solo le prime, perché sulla piattaforma elettrica potranno andare più modelli e ci aspettiamo anche l'assegnazione di altri marchi della gamma Stellantis.

Sono anni che lo diciamo, così come è una sciocchezza pensare ad un accorpamento con Pomigliano: a Cassino c’è il segmento premium, nel sito campano vetture di segmento C. Da anni come Uilm siamo convinti di questo così come rigettiamo la demagogia e la strumentalizzazione a fine elettorali fatta dalla politica e da quella parte del sindacato che crede che alzando la voce si risolvano i problemi”.

SOS ESUBERI

Durante l'ultima assemblea dei lavoratori Stellantis di Cassino, la direzione aziendale, per tramite di Cisl e Uil, ha annunciato 850 esuberi strutturali per l'anno 2024, ovvero un terzo del personale. Nella stessa assemblea, senza alcun principio logico, la direzione aziendale ha annunciato che i lavoratori "superstiti" dovranno lavorare anche il sabato, perdendo una quota importante di salario dovuta al turno unico. Ovvero, per farla breve: nel 2024 dovremmo lavorare di più ed essere pagati meno. Invece di ridurre l'orario di lavoro e le giornate di lavoro settimanali, come avviene nelle altre case automobilistiche europee, lo si aumenta unilateralmente e con l'avallo dei rappresentanti sindacali più compiacenti.

Sulla rimodulazione dei giorni lavoratovi settimanali, le organizzazioni sindacali Cisl e Uil hanno lasciato intendere che esisterebbe già un'intesa di massima, e ciò ha scatenato le ira di molti operai, a prescindere dalle loro appartenne sindacali. Ci si è chiesto: come è possibile lasciare 850 operai a casa e chiedere ai restanti di lavorare di più? Non è più giusto distribuire il lavoro tra tutti gli operai? Qual è la logica che sottende a questa decisione?

Le tante proteste che hanno interrotto i lavori dell'assemblea sindacale certificano un malessere diffuso tra i lavoratori, che sentono mai come ora il tradimento dei loro rappresentanti, completamente assoggettati ai voleri dell'azienda. Ma stavolta, rispetto al passato, non si è più disposti a restare in silenzio.

"A partire da gennaio lo scontro sarà aperto" affermano i delegati sindacali della FLMU-CUB di Cassino presenti alle assemblee





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