ECONOMIA - Da Torino, dove è presente anche una delegazione di Cassino, il segretario nazionale della Fiom De Palma mette in guardia: "In Stellantis si fanno solo 700 mila auto quando la capacità installata ne prevedrebbe più del doppio". Tavares: "I dipendenti sono il cuore del gruppo automobilistico". Il primo anno si chiude con risultati record per l'azienda

Stellantis ha chiuso “con risultati record” il primo anno: l’utile netto è quasi triplicato e pari a 13,4 miliardi di euro su base pro forma, mentre i ricavi netti ammontano a 152 miliardi, in aumento del 14%. I vertici del gruppo automobilistico hanno deciso di distribuire 3,3 miliardi di dividendo ordinario da pagare, previa approvazione dell’assemblea degli azionisti.
Anche i dipendenti vengono premiati: la società distribuirà 1,9 miliardi di euro alla sua forza lavoro, 770 milioni di euro in più rispetto all’importo cumulativo dell’anno precedente di ciascuna delle precedenti società, pari al 70% di aumento, “come riconoscimento del loro contributo ai risultati dell’azienda”. “I dipendenti sono il cuore di Stellantis”, commenta Carlos Tavares, al timone di gruppo.

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Intanto da Torino, dove è presente anche una delegazione di Cassino e si sta svolgendo l'attivo dei quadri sindacali della Fiom, il segretario nazionale Michele De Palma mette in guardia: "n Stellantis “si fanno solo 700 mila auto quando la capacità installata ne prevederebbe più del doppio, e questo mette a rischio anche tutte le aziende dell’indotto”. Per questo è necessario con il gruppo “ragionare complessivamente sul piano industriale, e non stabilimento per stabilimento”. Ma il punto è che Stellantis “non ha una visione dell’auto nel nostro Paese: il gruppo, e l’Italia nel suo complesso, ha un ritardo strutturale sul settore, e il Paese questo ritardo lo sta pagando a caro prezzo”.
In Italia, ovviamente, l’automotive è soprattutto Stellantis. “Quando abbiamo detto che le fusioni dell’ex Fiat avrebbero determinato delocalizzazioni non ci hanno creduto”, ha ripreso il segretario nazionale Fiom: “Il punto è che non erano fusioni, ma uno ha acquisito l’altro”. De Palma ha poi aggiunto: “L’amministratore delegato Tavares ha sottolineato che i ricavi si sono triplicati. Ma si è dimenticato di dire che questo è stato possibile perché negli stabilimenti italiani sono dieci anni che si utilizzano gli ammortizzatori sociali”.

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