Scuola e Università - Gli studenti di Accoglienza Turistica hanno raccontato come ricerca, cucina antispreco, prodotti locali e turismo responsabile possano contribuire al futuro del territorio
L'Indirizzo Alberghiero, con gli studenti di Accoglienza Turistica, parte attiva alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026
L'IIS San Benedetto di Cassino, guidato dalla dirigente scolastica Maria Venuti, ha partecipato con tutti i suoi indirizzi alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, venerdì 25 settembre in Piazza Diamare. Uno dei più grandi eventi di divulgazione scientifica in Europa, promosso dalla Commissione Europea per avvicinare cittadini e scienza ed evidenziare che la ricerca è di tutti e per tutti.
Con questa partecipazione, l'IIS San Benedetto conferma la sua vocazione: formare professionisti consapevoli, capaci di legare competenze tecniche, ricerca e tutela del territorio.
L'Indirizzo Alberghiero è protagonista con un tema di grande attualità: la ricerca scientifica applicata alla filiera dell'ospitalità. Niente lezioni frontali, ma attività divulgative per dimostrare che ogni volta che scegliamo cosa mangiare, come viaggiare e come accogliere, stiamo già facendo ricerca sul futuro. Il percorso dimostra infatti come ogni scelta, dal recupero di uno scarto in cucina alla valorizzazione di un prodotto DOP dimenticato, fino alla narrazione di un itinerario turistico lento, sia il risultato di una ricerca: chimica degli alimenti, sostenibilità ambientale, economia circolare.
Gli studenti del percorso di Accoglienza Turistica, in rappresentanza delle tre articolazioni - Accoglienza Turistica, Enogastronomia, Sala e Vendita - insieme ai docenti intervenuti, hanno mostrato come la ricerca scientifica applicata alla filiera dell’ospitalità, possa diventare leva concreta per il futuro del territorio.
Quattro i pilastri del contributo dell'Alberghiero:
1 Riduzione dello spreco alimentare: la lotta alla CO2 parte dal piatto. Ogni ricetta antispreco è un gesto scientifico che riduce l'impronta carbonica;
2. Tutela della biodiversità locale: riscoprire varietà antiche e prodotti dimenticati significa conservare il patrimonio genetico del nostro territorio;
3. Consumo a chilometro zero: filiera corta vuol dire meno trasporti, più qualità e più valore per l'economia locale;
4. Turismo ecosostenibile: un nuovo modello di accoglienza che non consuma il territorio, ma lo rispetta e lo promuove.
L'alimentazione che diventa ricerca, il turismo che diventa rispetto. Una sinergia concreta tra territorio, scienza dell'alimentazione e ospitalità sostenibile.
Articolo precedente
Nino Arciero: “I giovani tornino protagonisti della vita pubblica della nostra comunità”Articolo successivo
Ateneo in Arte: l’università si apre all’arte contemporanea