Politica - La forza del sindaco e la mediazione di Migliorelli portano Vita alla segreteria. La sala poco affollata, i posti assegnati ai familiari e un cambio di nome all’ultimo minuto raccontano l’altra faccia dell’intesa: il rinnovamento è ancora tutto da costruire. I commenti di Grossi e Battisti
Il congresso del Pd di Cassino ha eletto Lorenzo Vita segretario, Fernando Cardarelli presidente e Francesco Torrice e Walter Bianchi vicesegretari. I nomi e gli incarichi sono la cronaca di domenica. Dietro la lista unitaria c’è un dato politico più interessante: ha vinto il modello Cassino, e la forza del sindaco Enzo Salera è stata ancora una volta determinante.
Salera esce dal congresso con Vita alla guida del circolo e Cardarelli alla presidenza. Ha fatto pesare il ruolo conquistato alla guida della città, ma l’accordo finale ha dato spazio anche alle altre componenti del partito. È qui che si misura anche la vittoria di Achille Migliorelli: il segretario provinciale si è speso più di tutti per la candidatura di Vita e ha lavorato per tenere insieme le diverse anime del Pd cassinate. Dopo mesi di trattative e rinvii, è riuscito a portarle su una proposta condivisa.
Danilo Grossi, componente della Direzione nazionale del Pd, legge il risultato come l’inizio di «una nuova stagione». Dopo «mesi lunghi e complessi», osserva, è stato raggiunto «un risultato fondamentale per la vita del Partito Democratico dell’intera provincia».
Grossi parla di «una generazione che si rinnova» e indica nell’amministrazione guidata da Salera un modello politico e amministrativo che guarda oltre Cassino. Nel nuovo gruppo dirigente vede anche un’apertura alla società civile, soprattutto attraverso l’esperienza di Walter Bianchi nel terzo settore.
La sintesi politica, però, non cancella la nota stonata della partecipazione. All’Hotel Rocca non si sono viste folle oceaniche. Per il numero delle persone presenti sarebbe bastata anche piccola sala nel centro di Cassino. È una distanza che colpisce: il Pd esprime il sindaco e ha un peso decisivo nell’amministrazione, ma fatica ancora a mobilitare attorno al circolo una platea altrettanto ampia.
La composizione della nuova assemblea suggerisce la stessa riflessione. Accanto a militanti storici e persone con un proprio percorso politico figurano diversi familiari e amici di chi è già impegnato nei gruppi dirigenti. La loro presenza non mette in discussione il diritto di partecipare. Il punto è un altro: se per riempire l’assemblea si torna soprattutto alle reti personali già consolidate - mariti, mogli, compari e amici degli amici - l’allargamento del partito resta un obiettivo da raggiungere.
Anche l’ultimo passaggio nella scelta di uno dei vicesegretari racconta quanto sia stata faticosa la costruzione dell’intesa. Nell’area Fardelli era stato inizialmente indicato un altro nome, poi sostituito a ridosso del congresso perché non risultava in possesso dei requisiti di iscrizione necessari per assumere l’incarico. La scelta è così ricaduta su Francesco Torrice. Il problema è stato risolto, ma un controllo arrivato tanto tardi lascia intravedere il pressappochismo con cui, in alcuni momenti, sono stati gestiti gli ultimi dettagli dell’accordo che ieri mattina stava rischiando di saltare.
Sara Battisti, consigliera regionale del Pd, sottolinea comunque il valore della sintesi raggiunta. Definisce il congresso «un momento straordinario di democrazia e partecipazione» e augura buon lavoro a Vita e al nuovo gruppo dirigente, chiamato a rilanciare l’azione del partito «con l’unità, la forza delle idee e il lavoro di squadra».
Nel suo intervento ha riportato al centro anche le questioni che attendono risposte sul territorio: la vertenza Stellantis, l’esclusione della provincia di Frosinone dalla ZES Unica e il futuro del polo automotive. Sono temi sui quali il nuovo circolo potrà misurare la propria autonomia e la propria utilità politica.
Lo stesso Vita ha indicato la necessità di tornare tutti militanti del Pd. L’invito ha un significato preciso dopo un congresso capace di unire i dirigenti, ma meno di richiamare persone nuove: la partecipazione non si costruisce soltanto distribuendo posti in assemblea. Servono presenza nella città, iniziative e discussioni aperte anche a chi oggi non frequenta il partito.
Ironia della sorte, il congresso si è svolto all’indomani della pubblicazione del sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera che stima il Pd nazionale guidato da Elly Schlein al 19,5%, per la prima volta sotto la soglia del 20%. È una singola rilevazione, ma rende ancora più attuale la domanda emersa a Cassino: come trasformare la forza di chi governa in una comunità politica più larga e attiva?
Salera e Migliorelli hanno vinto la partita del congresso. Per Vita comincia quella più difficile: fare in modo che il «modello Cassino» produca anche un partito capace di attrarre nuovi militanti, oltre ai familiari.
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