Otto mozioni e quattro ore di scontro in Consiglio: Parmisano attacca la maggioranza

Politica - Il candidato della lista civica a sostegno di Sebastianelli critica il dibattito sulla forma degli atti nell'assise di Cassino dei giorni scorsi: "Discussioni infinite, zero risposte ai cittadini"

Otto mozioni e quattro ore di scontro in Consiglio: Parmisano attacca la maggioranza
di Redazione - Pubblicato: 25-09-2026 14:43 - Tempo di lettura 2 minuti

Sbadigli e mozioni, cronaca di un Consiglio Comunale infinito. Parmisano: “Discussioni infinite, zero risposte ai cittadini. Il commento di Enzo Parmisano, candidato e primo dei non eletti nella lista civica a sostegno di Sebastianelli, riflette il clima di forte tensione registrato durante la seduta del Consiglio Comunale del 22 settembre scorso.

Consiglio incentrato su otto mozioni presentate dai consiglieri della minoranza civica. Gli atti vertevano su questioni pratiche del territorio, quali la richiesta di innalzamento della soglia di esenzione Irpef comunale, il potenziamento dei trasporti pubblici e l’istituzione di tavoli tecnici con Acea per gestire i disservizi idrici etc. Le mozioni presentate dalle opposizioni civiche erano focalizzate su risposte amministrative volte a migliorare la quotidianità dei residenti e la vivibilità del territorio.

Il primo intervento ha congelato il dibattito sul nascere, lanciando un durissimo monito formale concentrato soprattutto sulla distinzione tecnica tra gli strumenti ispettivi a disposizione dei consiglieri. La lettura solenne e ultra-formale di quel documento politico ha finito per ricordare il celebre sketch del trio La Smorfia di Troisi…Annunciazione…Annunciazione…

La maggioranza ha eccepito che i testi presentati dalla minoranza, in particolare dal Terzo Polo fossero scritti in forma di mozione pur avendo nei fatti la natura e il contenuto di semplici interrogazioni, invitando i colleghi ad evitare di dare vita al solito “teatrino” o ad atteggiamenti meno pretestuosi, pensati esclusivamente per allungare i termini dei lavori e fare propaganda politica. Della serie “il pallone è mio e decido io, e se mi fate arrabbiare lo buco.”Come se garantire lo svolgimento dei lavori consiliari non fosse un dovere istituzionale ma un favore concesso all’opposizione a patto che facciano i bravi. I veri sconfitti di questo scontro politico sono, inevitabilmente, i cittadini di Cassino. Mentre ci si arrocca su tecnicismi giuridici, regolamenti d’aula e minacce di abbandonare il campo, i problemi reali del territorio rimangono completamente congelati e privi di risposte concrete.

Pure provocazioni politiche che rappresentano come le dinamiche di schieramento prevalgano sulle reali necessità dei cittadini. Il fatto che alcune di queste mozioni fossero già state presentate in passato da esponenti della stessa maggioranza dimostra come il voto contrario non sia dipeso dal valore della proposta, ma da chi l’ha firmata.

Dunque, è andato in scena un Consiglio Comunale costato alle tasche dei cittadini diversi euro in gettoni di presenza, costi organizzativi e ore di lavoro del personale amministrativo, senza produrre un solo atto utile per la città di Cassino. Nei piccoli centri come Cassino, dove i problemi amministrativi toccano la quotidianità delle persone (le buche, i marciapiedi fatiscenti, la viabilità precaria, l’acqua che manca, l’illuminazione a intermittenza, il trasporto scolastico complicato, l’assenza di verde), la politica del “muro contro muro” è ingiustificabile.

I cittadini di Cassino non si dividono in destra, sinistra o civici quando aprono il rubinetto e l’acqua non esce, o quando pagano un’addizionale Irpef troppo alta. Se una proposta è utile per la città (come la corretta gestione della villa comunale e la richiesta di avere più sicurezza per i tanti studenti che raggiungono quotidianamente i luoghi di studio), va votata e approvata, indipendentemente dal colore politico di chi l’ha presentata. Si rischiano critiche inutili che provengono dai social e la convinzione che i lavori consiliari si starebbero riducendo ad uno scontro sterile di schieramento, durato oltre quattro ore, incapace di tradursi in benefici reali per i residenti di Cassino.

Da inesperto di politica provo a centrare nella realtà il punto più importante: “la politica deve essere prima di tutto efficienza, concretezza e tempestività”. La frustrazione di dover attendere all’infinito per la risoluzione di problemi elementari è il motivo principale per cui noi tutti poi perdiamo fiducia nelle istituzioni. Quando la macchina amministrativa si inceppa in discussioni procedurali, si crea una distanza inaccettabile tra il “palazzo” e la vita reale.





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