Scuola e Università - Circa 480 alunni in nove plessi tra Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda tornano tra i banchi il 15 settembre. Tra le novità il Latino, il progetto sull’intelligenza artificiale e il nuovo ciclo di gemellaggio con la Polonia. Il preside interviene anche sul caldo nelle aule: “Servono un piano regionale e risorse dedicate”
All'Istituto Comprensivo di Sant'Elia FiumerapidolLe lezioni prenderanno il via martedì 15 settembre 2026, data fissata per tutte le scuole del Lazio. "Come tutti gli istituti - spiega il dirigente scolastico Nazario Malandrino - opereremo perché quel primo giorno sia già di piena accoglienza, in particolare per i più piccoli e per gli alunni con bisogni educativi speciali. L'Istituto Comprensivo di Sant'Elia Fiumerapido accoglie circa 480 alunni distribuiti su 9 plessi in due Comuni, Sant'Elia Fiumerapido e Vallerotonda, e su tutti e tre gli ordini di scuola: Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado.
È, di fatto, una "scuola diffusa" in territorio montano: una ricchezza per il presidio educativo dei piccoli centri, ma anche una sfida organizzativa quotidiana. La sfida più concreta di quest'anno riguarda Vallerotonda, dove il nuovo assetto ci porta a un aumento delle pluriclassi. Non l'abbiamo però subìta passivamente: grazie all'autonomia scolastica abbiamo messo a punto un riassetto che al mattino ci consente di riarticolare i gruppi di alunni per livelli e discipline, superando i limiti didattici della pluriclasse, e che al pomeriggio valorizza la sperimentazione nazionale sulle competenze non formali nella quale siamo rientrati con la rete ARETE, attraverso il percorso teatrale "CREATTORI". In questo modo un vincolo organizzativo diventa l'occasione per una didattica più personalizzata e per un tempo scuola più ricco".
"Si rafforza la nostra progettualità - continua il preside Malandrino - . Sul fronte internazionale, un nuovo ciclo di gemellaggio con una scuola della Regione di Bochnia, nell'area di Cracovia, le cui delegazioni abbiamo già accolto in primavera: un ponte educativo nel segno della memoria e della pace, per educare i giovani al dialogo interculturale in un mondo contemporaneo segnato da troppi conflitti — un legame reso ancora più significativo dal valore simbolico del nostro territorio, a due passi da Cassino.
Proseguono poi il progetto PNRR "IA in Sant'ElIA" sull'intelligenza artificiale a scuola, la seconda edizione di "Maestralia" (FSE+) e "Agenda Nord" per il contrasto ai divari di apprendimento. Sul piano curricolare prosegue lo spagnolo come terza lingua per gli alunni della secondaria di primo grado che scelgono di aggiungere due ore di potenziamento al proprio orario; e quest'anno introduciamo anche il Latino per l'Educazione Linguistica (LEL), la novità prevista dalle nuove Indicazioni Nazionali dal 2026/2027, nel curricolo della classe terza a tempo prolungato di Vallerotonda.
Il 9 e 10 settembre apriremo l'anno con una formazione residenziale del personale docente, per ripartire come comunità professionale coesa. A breve, inoltre, riprenderanno le iniziative della rete Eudaimon, di cui il nostro Istituto è capofila a livello nazionale: una comunità di 220 scuole che condividono ricerca, formazione e buone pratiche. È la nostra idea di scuola come autentica comunità educante. Cassino–Polonia, un ponte educativo nel segno della memoria e della pace".
"Condivido la preoccupazione della CISL - precisa il dirigente scolastico Malandrino - la tutela della salute di studenti e personale viene prima di tutto, e il tema va affrontato come questione strutturale, non come emergenza stagionale. Il dato regionale è impietoso — nel Lazio appena l'1,6% degli edifici scolastici dispone di impianti di climatizzazione, il valore più basso d'Italia — e numerosi studi mostrano che il caldo in aula riduce l'apprendimento, mentre il raffrescamento neutralizza quasi del tutto questo effetto. Il nostro territorio montano attenua in parte il problema rispetto alle zone di pianura, ma gli edifici, spesso datati, trattengono il calore. La strada, però, esiste ed è percorribile.
Molte scuole stanno già ottenendo risultati con la progettazione climatica raccomandata da ONU e UNICEF: schermature solari, isolamento, tetti riflettenti o verdi, ventilazione naturale, riduzione dei guadagni solari nelle ore più calde. Sui cortili l'effetto è concreto e misurabile: un prato al sole è mediamente 5-8 gradi più fresco dell'asfalto, e dal 2017 oltre 200 cortili scolastici sono già stati "depavimentati" e trasformati in oasi verdi. Il Politecnico di Torino, con il progetto MAINCODE (2025-2027), sta trasformando i cortili scolastici in veri "rifugi climatici" co-progettati con la comunità scolastica.
Sul fronte impiantistico, le pompe di calore reversibili hanno costi di esercizio di almeno un terzo inferiori alle caldaie a gas e, abbinate al fotovoltaico sui tetti, sfruttano il fatto che il fabbisogno di raffrescamento coincide con le ore di massima produzione solare. Come scuola siamo pronti a fare la nostra parte, a partire dalla gestione del rischio caldo dentro il DVR, come suggerito dalla stessa CISL Scuola. Ma servono un piano regionale e risorse dedicate, anche nell'ambito dell'edilizia scolastica: investire sugli edifici significa investire sull'apprendimento e sulla salute dei ragazzi".
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