Cronaca - Il sindaco di Villa Santa Lucia interviene dopo l’arresto dei due giovanissimi trovati con hashish, denaro e materiale per preparare le dosi: "Non abbiate paura di essere genitori. Meglio una discussione oggi che un rimpianto domani"
L’arresto di due minorenni trovati in possesso di hashish diventa l’occasione per lanciare un appello alle famiglie. A farlo è il sindaco di Villa Santa Lucia, Orazio Capraro, che dopo quanto accaduto nei giorni scorsi nel territorio comunale invita soprattutto i genitori a non sottovalutare segnali, cambiamenti e frequentazioni dei propri figli.
L’episodio al quale fa riferimento il primo cittadino riguarda due ragazzi minorenni, residenti tra Cassino e San Vittore del Lazio, fermati dai carabinieri mentre si trovavano a bordo di una microcar in una zona periferica di Villa Santa Lucia.
Il controllo dei militari ha portato al rinvenimento di un quantitativo significativo di hashish, denaro e materiale riconducibile alla preparazione delle dosi. I due giovanissimi, inoltre, secondo quanto riferito dal sindaco, non sarebbero riusciti a fornire una spiegazione convincente della loro presenza in quella zona. Per entrambi è quindi scattato l’arresto.
Capraro parte proprio dall’operazione per ringraziare «il personale della Stazione dei Carabinieri di Piedimonte San Germano e i militari della Compagnia di Cassino, per l’attenzione costante e la presenza concreta con cui ogni giorno tutelano la nostra comunità». Ma il sindaco non vuole limitare il suo intervento all’aspetto strettamente legato alla cronaca. L’età dei ragazzi coinvolti impone, secondo Capraro, una riflessione più profonda.
«Se due ragazzi così giovani arrivano a Villa Santa Lucia con della droga – sottolinea – significa che dobbiamo interrogarci su ciò che sta accadendo ai nostri adolescenti, sui loro bisogni, sulle loro fragilità e sulle compagnie che frequentano».
Da qui l’appello diretto alle famiglie e, in particolare, ai genitori. «Parlate con i vostri figli. Ascoltateli. Chiedete loro dove vanno, con chi trascorrono il tempo, cosa fanno quando escono. E, quando sentite che qualcosa non torna, abbiate il coraggio di controllare. Anche ciò che custodiscono nella loro stanza».
Un invito destinato inevitabilmente a far discutere, soprattutto per il delicato confine tra la privacy degli adolescenti e il ruolo di controllo esercitato dai genitori. Su questo punto Capraro prende una posizione netta. «A volte possiamo avere la sensazione che entrare nella loro vita privata significhi violarne la privacy. Io credo, invece, che quando si parla della sicurezza e del futuro dei nostri figli, la responsabilità di un genitore venga prima di tutto».
Controllare, precisa il sindaco, non significa soffocare i ragazzi o partire dal presupposto di non potersi fidare di loro. Significa piuttosto cercare di riconoscere in tempo quei segnali che possono nascondere un disagio o l’ingresso in ambienti pericolosi. «Significa esserci. Significa proteggerli anche quando loro pensano di non averne bisogno. Significa accorgersi di un cambiamento, di un’amicizia sbagliata, di un comportamento insolito, prima che possa diventare qualcosa di molto più grave».
Ed è proprio l’età dei due giovani arrestati a preoccupare maggiormente il primo cittadino: «Cominciare a 16 anni con un arresto può significare imboccare una strada terribilmente difficile da percorrere e dalla quale tornare indietro può essere doloroso». Parole che Capraro pronuncia non soltanto nella sua veste istituzionale. «Queste parole non le pronuncio soltanto da sindaco di Villa Santa Lucia. Le pronuncio soprattutto da padre».
Il primo cittadino ribadisce che Villa Santa Lucia resta una comunità serena, caratterizzata da un forte senso di appartenenza e nella quale le famiglie possono vivere con tranquillità. Proprio per conservare questa condizione, però, secondo il sindaco sarebbe sbagliato ignorare episodi che rappresentano un campanello d’allarme. La risposta, inoltre, non può essere affidata esclusivamente alle forze dell’ordine. «La prevenzione comincia nelle famiglie, continua nella scuola, nelle istituzioni, nelle associazioni e nelle forze dell’ordine. Ognuno di noi può fare la propria parte».
Un messaggio viene rivolto anche direttamente agli adolescenti: devono sapere, sostiene Capraro, di poter chiedere aiuto e che nessuna situazione di difficoltà è insuperabile. Ma soprattutto devono comprendere che «nella vita non esistono scorciatoie capaci di sostituire il valore delle proprie scelte».
Infine l’ultimo appello, ancora una volta, è rivolto alle madri e ai padri: «Non abbiate paura di essere genitori. Controllate, ascoltate, parlate, intervenite quando serve. Meglio una discussione oggi che un rimpianto domani». Perché, conclude Capraro, «proteggere i nostri figli non significa limitarne la libertà. Significa difendere il loro futuro».
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