Cronaca - Deportato dai nazisti perché non volle aderire ai fascisti. Il riconoscimento il Giorno della Memoria al nipote
C'è anche un brigadiere di Cassino tra quelli che riceveranno una medaglia dalla presidenza del consiglio dei ministri in quanto internato in un campo di prigionia nazista, meglio conosciuto come Lager.
L'avventura, o meglio la disavventura del brigadiere dei carabinieri reali Tommaso Dragonetti nato a Cassino il 10 novembre 1908, in servizio presso una caserma di Torino, inizia il 9 settembre del 43, all'indomani dell' armistizio decretato dal generale Badoglio.
Dragonetti è un carabiniere e se vuole vita facile deve aderire alla repubblica sociale dei fascisti defenestrati dal Re e dai nazisti di Hitler che consideravano gli italiani traditori.
Tommaso Dragonetti non ha voluto aderire, ha mantenuto alto l'onore dei carabinieri a cui con grande fierezza apparteneva.
Per questo motivo, fu catturato dai nazisti e deportato in un campo di lavoro in Germania, troppo in salute per essere fucilato, doveva lavorare per la Germania.
Finì nel campo di lavoro di Kessel in Germania dove visse in condizioni infernali, senza la possibilità di mangiare, di lavarsi, e di comunicare a casa di essere ancora vivo.
Fu liberato dagli allegati nel marzo del 1945 dopo due di durissima prigionia. Per questo motivo, riconosciuto dalla legge n.296 del 27 dicembre 2006 la Repubblica Italiana ha previsto una medaglia d'onore ai cittadini italiani militari e civili che, sono stati deportati nei Lager nazisti e costretti a lavorare a favore dell' economia di guerra Germanica.
La medaglia, verrà conferita dal Prefetto di Frosinone il giorno della Memoria, all' ultimo erede diretto di Tommaso Dragonetti, il nipote Niki imprenditore cassinate che, è stato anche il postulatore per questo riconoscimento, e che si è fatto carico di una ricerca durata anni prima di giungere a questo risultato: il riconoscimento di tanta sofferenza ma, anche l'onore di non aver tradito la gloriosa arma dei carabinieri.
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