Sant’Ambrogio sul Garigliano: “Le Nostre Radici” celebra i suoi cinque anni di vita

Valle dei Santi - Il Museo è stato fondato nel 2021 da Fiorenzo Broccoli, e da allora offre ai numerosi visitatori una collezione di oggetti, documenti cartacei e fotografici che raccontano la vita contadina nella prima metà del secolo scorso

Sant’Ambrogio sul Garigliano: “Le Nostre Radici” celebra i suoi cinque anni di vita
di Teresa Franchini - Pubblicato: 05-08-2026 09:08 - Tempo di lettura 4 minuti

Ogni volta che si torna a Sant’Ambrogio da migrante, da villeggiante o da occasionale visitatore non può mancare una tappa in piazza Cadorna per una visita al Museo “Le Nostre Radici”, fondato dal concittadino Fiorenzo Broccoli nel settembre del 2021.

In questo angolo si respira aria degli anni 1920-50 che, per tanti, evocano sofferenze, privazioni e diritti negati. Quel periodo, afflitto da profondi disagi per poterne parlare con orgoglio e nostalgia, rivive, attraverso l’opera di persone competenti e tenaci come Fiorenzo Broccoli, che si è prodigato senza riserve nella ricerca e nella riscoperta degli oggetti, che raccontano gli usi e i costumi della vita contadina di quell’epoca.

Il Museo celebrerà a breve i suoi cinque anni di vita. Un arco di tempo significativo per azzardare un bilancio dell’esperienza vissuta da Fiorenzo Broccoli e per fare una pausa di riflessione su ciò che è stato fatto e sui progetti futuri.

La sfida iniziale era quella di riuscire a dare voce ai primi cinquant’anni del secolo scorso con un viaggio a ritroso alla scoperta delle radici contadine territoriali, sopravvissute alla modernizzazione globale e piantate in quel piccolo spazio, in cui sono affidate alla capacità di chi vorrà e saprà conservarle e trasmetterle alle nuove generazioni.

Gli obiettivi prefissati dal Fondatore sono stati raggiunti, perché il Museo costituisce oggi una realtà unica e irripetibile, che si inserisce a pieno titolo tra i gioielli museali del basso Lazio.

Il Museo ha mantenuto un percorso lineare di oggetti, coerentemente catalogati, affinché il visitatore possa immaginare e rivivere in modo autentico il momento a cui si riferiscono. Per rendere più comprensibile e fruibile quanto esposto, è stato pure mantenuto l’opuscolo predisposto a suo tempo quale presentazione del Museo e descrizione degli oggetti, dei documenti cartacei, fotografici e visivi in esso contenuti.

A fianco dei grandi livelli di notorietà e di consenso toccati in questi anni dal Museo, meta continua di visitatori singoli e in comitiva, c’è l’opera instancabile del suo fondatore Fiorenzo Broccoli, che da solo ha saputo realizzare un’opera tanto meritoria, mostrando alle nuove generazioni uno spaccato di vita contadina della famiglia di un secolo fa.

Egli ha il passato per amico. Vuole bene al passato, lo accarezza, gli piace, lo coltiva, gli parla e ne racconta le storie che lui conosce benissimo per averle vissute direttamente e ne vuole tenacemente preservare, accrescere e divulgare le testimonianze, guardando in avanti alle nuove generazioni che nascono e crescono in quella terra.

Insomma, il futuro del Museo è legato al futuro del suo Fondatore. Ma, per consentirgli di voler e poter continuare questa sua avventura straordinaria, è necessario sostenerlo e incoraggiarlo nei mille modi possibili, certamente con piccoli gesti di gratitudine e di riconoscimenti morali, per incentivare Fiorenzo e il suo Museo.

Non resta che dire grazie a Fiorenzo per quello che ha fatto, per quello che fa e per quello che farà. Un sincero grazie per aver reso la condizione di Sant’Ambrogio un po’ migliore.





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