Cronaca - Nel giro di pochi giorni due episodi preoccupano la città. Prima la donna probabilmente stordita e svaligiata, poi la telefonata del falso incidente per carpire informazioni personali
L'allarme è ormai concreto. Nel giro di pochi giorni a Cassino si sono registrati due distinti episodi che confermano come gli anziani siano sempre più nel mirino dei truffatori, pronti a utilizzare tecniche diverse pur di approfittare della loro buona fede. L'ultimo tentativo è stato segnalato nella mattinata di oggi e, fortunatamente, non è andato a buon fine grazie alla prontezza di una donna che ha intuito il raggiro.
Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato e, dall'altra parte della cornetta, un uomo si è presentato come un carabiniere. Ha raccontato che il marito della donna era coinvolto in un incidente stradale avvenuto in piazza Diaz e che una Fiat Panda, a suo dire intestata all'uomo, era rimasta coinvolta nel sinistro. Tutto falso.
Nel corso della telefonata il sedicente militare ha fatto riferimento anche a un IBAN e ha insistito ripetutamente per ottenere il numero di cellulare del marito. Di fronte alle perplessità dell'anziana, il tono è diventato sempre più autoritario e aggressivo.
"Signora stia zitta, le domande le faccio io", avrebbe detto l'interlocutore nel tentativo di intimidirla.
La donna, però, non ha ceduto e non ha fornito alcuna informazione. Prima di chiudere la conversazione, i truffatori le hanno perfino suggerito di chiamare il 112, probabilmente convinti di essere riusciti a rendere credibile la messinscena. La famiglia ha effettivamente contattato i Carabinieri, ricevendo la conferma che non esisteva alcun incidente e che si trattava dell'ennesimo tentativo di truffa. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, richieste come quella del numero di cellulare possono servire ai malviventi anche per capire se una persona sia sola in casa o per preparare successivi raggiri.
Un episodio che riporta inevitabilmente alla mente quanto accaduto solo pochi giorni fa nel centro cittadino, tra piazza Gramsci e piazza Pier Carlo Restagno. In quell'occasione una donna ultraottantenne, ancora completamente autonoma e abituata a svolgere da sola le proprie commissioni quotidiane, era rientrata nel proprio appartamento dopo aver fatto la spesa. Mentre saliva le scale aveva incrociato un vicino di casa, ma alle sue spalle, con ogni probabilità, era già entrata nel palazzo una sconosciuta.
Pochi istanti dopo il campanello aveva suonato. Convinta che fosse il vicino appena incontrato, l'anziana aveva aperto la porta senza alcun sospetto. Davanti a lei, invece, una donna che con tono concitato le aveva annunciato che il figlio aveva avuto un grave incidente.
La truffatrice aveva poi simulato una telefonata, passando la cornetta alla vittima. Dall'altra parte una voce, abilmente camuffata, implorava: "Mamma, ho fatto un incidente, dai subito i soldi alla signora". Da quel momento il racconto dell'anziana si interrompe. La donna ha riferito di essersi sentita improvvisamente stordita e di non ricordare più nulla. Proprio per questo gli investigatori stanno verificando anche l'ipotesi che possa essere stata utilizzata una sostanza narcotizzante, eventualmente spruzzata sul volto della vittima, per permettere alla malvivente di agire indisturbata all'interno dell'abitazione.
Al suo risveglio la donna era ancora in stato confusionale. È riuscita a telefonare al figlio per chiedergli cosa fosse accaduto. L'uomo, del tutto estraneo a qualsiasi incidente, è corso immediatamente nell'appartamento trovando la madre ancora sul letto e profondamente disorientata. Nel frattempo erano spariti gioielli, denaro e persino la fede nuziale.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del condominio hanno consentito di ricavare un identikit della presunta responsabile. I fotogrammi sono stati diffusi sui social nel tentativo di raccogliere segnalazioni utili alle indagini. Secondo alcune testimonianze, la donna sarebbe stata vista più volte aggirarsi con fare sospetto nella zona di piazza Restagno, osservando gli anziani del quartiere.
Due episodi diversi ma accomunati dallo stesso obiettivo: colpire le persone più fragili sfruttando paura, confusione e fiducia. Per questo le forze dell'ordine rinnovano l'invito a diffidare di telefonate che parlano di incidenti, arresti o pagamenti urgenti, a non fornire mai dati personali o bancari e a contattare immediatamente il 112 prima di compiere qualsiasi gesto.
A Cassino l'attenzione resta alta. La collaborazione dei cittadini, soprattutto nel segnalare persone o situazioni sospette, può rivelarsi determinante per fermare una banda che sembra aver preso di mira gli anziani della città.
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