Due lauree magistrali in due giorni a 50 anni: la straordinaria storia di Katia Rinaldi

Cronaca - Il racconto di una mamma e imprenditrice che, tra lavoro, figli e sacrifici, ha conseguito un titolo dopo l'altro in sole 24 ore con il massimo dei voti all'ateneo di Cassino. Aveva lasciato l'università da ragazza, poi ha trasformato la pandemia nell'occasione per realizzare il sogno di una vita. L'appello ai giovani: "Un anno di studio non è mai tempo perso, a nessuna età"

Due lauree magistrali in due giorni a 50 anni: la straordinaria storia di Katia Rinaldi
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 13-07-2026 01:25 - Tempo di lettura 2 minuti

Due lauree magistrali conseguite in appena due giorni, entrambe con il massimo dei voti. Una storia che parla di determinazione, sacrificio e della capacità di rimettersi in gioco quando molti pensano che sia ormai troppo tardi. Protagonista è Katia Rinaldi, 50 anni, titolare di un locale di Piedimonte San Germano, che il 7 luglio ha conseguito la laurea magistrale in Lettere e Filologie Moderne e, il giorno successivo, l'8 luglio, quella in Metodi e Tecnologie per il Patrimonio Culturale all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Un traguardo straordinario, reso ancora più significativo dal percorso umano che lo precede. Nata in Svizzera ma originaria di Mignano Monte Lungo, Katia è cresciuta tra l'Alto Casertano e Cassino, città che frequenta fin dagli anni delle scuole superiori, quando studiava all'ITIS Ettore Majorana. La sua strada verso l'università, però, non è stata lineare.

Da ragazza aveva iniziato prima Scienze dell'Educazione e poi Psicologia, senza riuscire a completare gli studi. Vicende personali, difficoltà e scelte di vita avevano interrotto quel sogno, lasciando dentro di lei la sensazione di qualcosa rimasto incompiuto. Successivamente si era iscritta anche all'Accademia di Belle Arti di Frosinone, indirizzo Scenografia, dove aveva scoperto il mondo del disegno tecnico, sviluppando un interesse destinato a tornare utile molti anni dopo. Poi sono arrivati il lavoro, la famiglia e due figli, con la decisione di mettere da parte, ancora una volta, gli studi.

La svolta è arrivata durante la pandemia. Il tempo sospeso del Covid si è trasformato nell'occasione per riprendere in mano un sogno mai davvero abbandonato. Si iscrive all'Università di Cassino - indirizzo Comunicazione del dipartimento di Lettere -  e conclude il percorso triennale con il massimo dei voti, ottenendo anche una borsa di studio.

Da lì prende il via una nuova avventura. Si iscrive alla laurea magistrale in Lettere e Filologie Moderna, ma nel frattempo entra in vigore la legge sulla doppia immatricolazione. Un'opportunità che decide di cogliere senza esitazione, affiancando un secondo percorso: Metodi e Tecnologie per il Patrimonio Culturale, una specialistica capace di unire la sua passione per la letteratura con le competenze tecnologiche e digitali maturate negli anni.

Il risultato è eccezionale: due lauree magistrali concluse praticamente insieme, in due giorni consecutivi.  Dietro questo doppio  traguardo, però, ci sono anni di sacrifici. Katia ha continuato a gestire il suo locale, conciliando gli impegni lavorativi con quelli universitari e con la crescita dei figli. Un'organizzazione quotidiana fatta di notti finite all'alba dopo i concerti del fine settimana e di libri aperti appena possibile.

“Fondamentale - spiega -  è stato  il sostegno della famiglia: non ce l'avrei fatta senza Mirko, il mio compagno, che nei momenti più difficili ha tenuto insieme tutto. E senza i miei figli, Gregorio e Lorenzo, che hanno accettato con una maturità sorprendente tante serate passate sui libri e molti fine settimana sacrificati”, racconta Katia, che però non nasconde le criticità  vissute in questi anni.  “Il punto più difficile - dice - è stato incastrare tutto questo con il mio locale e con due figli in due fasi di vita opposte: uno dei miei figli aveva appena iniziato la prima media, entrando in un'adolescenza che chiedeva presenza continua; l'altro, oggi quasi dieci anni, aveva bisogni completamente diversi. Non potevo trattarli come un blocco unico”.

Oggi, a 50 anni, Katia Rinaldi guarda quindi al futuro con la stessa curiosità con cui ha ricominciato a studiare. E a chi pensa che sia troppo tardi per iscriversi all'università risponde con semplicità: “A vent'anni si porta in aula ciò che si è studiato. A cinquanta si porta anche ciò che si è vissuto. Spero prima di tutto di essere stata un esempio per i miei figli, ma spero davvero di essere presa ad esempio anche dai giovani. A loro non dico solo di credere sempre nelle proprie capacità e di impegnarsi: un anno di studio non è mai tempo perso, a nessuna età".


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