Sport - Cinque giorni di calcio, amicizia e fair play per quaranta ragazzi e ragazze. L'Atletico Coreno trionfa in campo, ma la vera vittoria è il legame intatto con la comunità e le proprie radici
Molto più di un torneo: all'evento organizzato dall'Associazione Franco Costanzo vince lo sport che unisce. Ci sono classifiche che raccontano chi alza una coppa. E poi ci sono vittorie che non si possono racchiudere in un trofeo. Sono quelle fatte di amicizia, sorrisi, rispetto e voglia di stare insieme. È questo il vero successo del torneo estivo organizzativo a Coreno dell'Associazione Franco Costanzo, che per cinque giorni ha trasformato il campo di calcetto in una piccola casa per quaranta tra ragazzi e ragazze.
In campo sono scese sei squadre: Vietato Arrendersi, Atletico Coreno, Coreno United, Coreno Elites, Frosinone e Brindisi. Ragazzi di Coreno, dei paesi limitrofi e tanti nipoti di corenesi tornati nel paese delle proprie radici proprio per vivere questa esperienza. Un'immagine bellissima, che racconta quanto forte sia il legame con questa comunità.
La classifica finale ha premiato l'Atletico Coreno, davanti a Coreno United e Coreno Elites, seguite da Brindisi, Frosinone e Vietato Arrendersi. Ma dietro ogni nome c'è una storia che merita di essere raccontata.
L'Atletico Coreno ha conquistato il gradino più alto del podio al termine di un percorso fatto di qualità, determinazione e spirito di squadra. Il Coreno United ha risposto colpo su colpo, regalando una finale intensa, combattuta fino all'ultimo pallone. È stata una partita giocata con il cuore e con la tenacia di due squadre che non hanno mai smesso di crederci, tra contrasti decisi, qualche fallo subito ricucito da un sorriso. Mentre sugli spalti le emozioni si vivevano con il fiato sospeso, in campo sono stati proprio i ragazzi, con il loro comportamento, a ricordare il significato più autentico del fair play.
Sul terzo gradino del podio è salito il Coreno Elites, una squadra che ha saputo distinguersi per entusiasmo, qualità e voglia di mettersi in gioco, dimostrando che talento e divertimento possono andare di pari passo.
Tra le storie più belle c'è quella del Brindisi, squadra al suo esordio nel torneo, composta anche dai ragazzi di Selvacava. Hanno conquistato tutti non solo con il loro gioco, ma soprattutto con la correttezza dimostrata in campo, il rispetto per gli avversari e uno spirito di resilienza che ha dato un significato ancora più profondo alla loro partecipazione.
Il Frosinone, invece, è stato il simbolo di come lo sport sappia creare legami. Cinque ragazze, accogliendo l'invito di un'amica corenese, sono arrivate da Roma, Arce, Pontecorvo e San Giorgio per condividere questa esperienza, dimostrando che a volte basta un pallone per fare nuove amicizie.
E poi c'è Vietato Arrendersi, sei ragazze che ogni estate scendono in campo quasi in punta di piedi. Non inseguono la coppa, ma qualcosa di ancora più prezioso: il piacere di stare insieme, ridere, giocare e dimostrare che il divertimento è la vittoria più bella.
Per cinque giorni questi ragazzi/e hanno scelto di lasciare da parte computer, PlayStation, televisione e cellulari per vivere lo sport nella sua essenza più autentica. Hanno corso, sudato, esultato, perso e vinto, sono caduti e si sono rialzati. Ma soprattutto, al termine di ogni partita, si sono stretti la mano. Perché è questo il messaggio che il torneo vuole continuare a trasmettere: inclusione, condivisione, rispetto e divertimento.
Un grazie di cuore va a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno dato vita a questa splendida edizione, agli arbitri Michele De Gori, Daniel Ruggiero e Andrea Aceto per la disponibilità e l'equilibrio dimostrati, all'ASD Coreno Royal per aver messo a disposizione i palloni, al Comune di Coreno per aver concesso gratuitamente l'utilizzo del campo di calcetto, a Niccolò, vero campione dietro il bancone del bar, e a tutte le persone che hanno riempito gli spalti, applaudendo non solo i gol, ma anche i gesti di correttezza e fair play.
Le coppe troveranno posto su una mensola. Le emozioni vissute in questi cinque giorni, invece, resteranno nel cuore di tutti. Perché il torneo dell'Associazione Franco Costanzo non è soltanto una competizione: è una comunità che si ritrova, cresce insieme e sceglie, anno dopo anno, di fare dello sport un linguaggio capace di unire.
Arrivederci alla prossima iniziativa estiva. Perché il fischio finale chiude il torneo, ma non i valori che questi ragazzi hanno saputo trasmettere. Hanno premiato le squadre il sindaco Simone Costanzo e il delegato comunale allo sport Luigi Borregini e per l'associazione Franco Costanzo Natalia Di Bello e Mario Costanzo.
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