Politica - Il coordinatore locale della Lega replica alla consigliera Galasso, va al contrattacco e pone diverso interrogativi: "Perché il Comune ha rinunciato all'azione in danno contro l'impresa se conosceva il rischio ambientale?"
"È quasi commovente l’ostinazione con cui qualche esponente dell’Amministrazione, in ordine sparso, pretende di travisare volutamente la realtà che riguarda la Villa Comunale, offrendo argomenti e considerazioni inconferenti e del tutto avulse dai fatti, addirittura arrivando a rivolgere appelli alla cittadinanza, che si trova privata della Villa per una disastrosa gestione della vicenda" così incalza il segretario della Lega di Cassino, Vincenzo Marrone.
Il leader del Carroccio fa riferimento in particolare a quanto dichiarato dalla Consigliera Galasso, la quale afferma che il fatto che la Procura Europea abbia contestato l’utilizzo di materiale derivante dal riciclaggio di demolizioni, non significa che i materiali sino sicuramente dannosi per la salute.
"Sostiene perciò Marrone che sia necessario porre attenzione a quanto scritto nel provvedimento di sequestro sul fatto che il materiale fornito sia da considerarsi riutilizzabile e quindi deve essere considerato come rifiuto e in merito al fatto quel materiale in alcun modo poteva essere conferito sul terreno in quanto inutilizzabile."
Marrone spiega che viene evidenziato come sia concreto ed attuale il pericolo che la disponibilità dell’area non sia conciliabile con le esigenze di tutela della salute pubblica e dell'integrità delle persone.
"Come si possa, davanti a tali riscontri giudiziari, continuare a sottovalutare, sminuire, mistificare o disconoscere la gravità della situazione, è un atto di arroganza tipico solo di questa amministrazione. Amministrazione che la Consigliera, nel suo comunicato, si ostina a voler fare passare come parte lesa, con ciò volutamente fondendo le posizioni degli amministratori con quelle dell’Ente (vera parte offesa)." Continua il coordinatore locale.
Tre domande, poi, quelle che pone nei confronti della teoria per cui l'Amministrazione avresse già individuato e contestato questa e altre irregolarità: la prima, ovvero perché, dopo aver rilevato gravi inquinamenti del terreno ed aver (questo si giustamente) effettuato la doverosa contestazione con la relativa comunicazione di avvio della procedura della risoluzione del contratto, non ha proseguito nella sua iniziativa legale?
La seconda che riguarda il motivo per cui in presenza di “accertato superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione del suolo” l’Amministrazione Comunale ha inteso rinunciare all’azione in danno dell’Impresa affidando, altresì, alla stessa Impresa responsabile dell’illecito conferimento, l’asserita rimozione del materiale inquinato?
E infine la terza: perché, nonostante l’Amministrazione fosse a conoscenza del rischio ambientale non ha proceduto a successive verifiche per accertarsi che il terreno fosse stato bonificato?
La misura è colma cari Consiglieri e Amministrazione tutta; la vostra tracotanza e ingiustificabile negazione di una responsabilità politica e non solo, è un’insulto alla verità ed uno schiaffo alla cittadinanza.
"Mia cara Consigliera, il vero male alla città lo avete fatto voi e continuate a perpetrarlo. L’immagine che Tu vedi è solo nell’immaginario, oggi la vera immagine è di una città vittima del vostro pressapochismo, di una città priva dei servizi essenziali, di una strada degna di questo nome, di un marciapiede dove camminare non sia un rischio costante, dove ratti e incuria la fanno da padrone dove la vegetazione prospera incolta; una città che da qualche giorno, e chissà per quanto tempo, non potrà nemmeno beneficiare di un po' di refrigerio.
Mia cara Consigliera, il vostro unico concetto di immagine nuova, positiva e moderna è quella di un Corso con pochi alberi rinsecchiti e dove l’unico refrigerio consentito è un drink al bar. Prendete atto di questo, fate un gesto di coscienza e restituite la parola ai cittadini" conclude Vincenzo Marrone.
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