Cultura - L’ideatore del format, Marco Pagano, particolarmente soddisfatto della risposta ricevuta da un pubblico da sold out, con oltre 600 spettatori presenti, è già al lavoro per presentare questo evento anche in altri importanti teatri italiani
È iniziato dietro le quinte, attraverso la voce di Marco Pagano, ideatore dell'inedito format, il convegno-spettacolo andato in scena ieri sera al Teatro Manzoni Cassino con la collaborazione di Unicas e Comune di Cassino.
"Le cose non dette - Ti presento te stesso" ha voluto rappresentare l'opportunità, per la vastissima platea, di intraprendere un affascinante viaggio introspettivo fino all'infanzia.
Accompagnati dalle dottoresse di Psicoadvisor, Ana Maria Sepe e Anna De Simone autrici, tra l'altro, di "Il mondo con i tuoi occhi", la serata ha preso il via con questa dedica molto simbolica: "a te che hai il coraggio di scegliere dove vuoi arrivare".
Lettura e parafrasi, con ruolo di 'guida', da parte del direttore artistico di Radio Cassino-Teatro Manzoni, Marco Pagano, con il contributo scientifico dell'Unicas attraverso il prof. Simone Digennaro, ordinario di Pedagogia, che ha anche accompagnato la platea verso un suggestivo finale. Quasi 'complici' della straordinaria pièce, gli attori della compagnia teatrale del CUT diretta da Giorgio Mennoia. Attraverso i loro scketch, più simili a 'quadri' esistenziali fedeli alla nostra quotidianità fatta di ansie, dubbi, provocazioni e picchi di autostima, tutti i presenti hanno potuto vivere in modo riflesso quell'immagine di noi. Esseri umani che non dobbiamo sentirci soli con le nostre emozioni fino a comprendere quanto sia importante conoscerle e attraversarle senza timore.
A fornire la cornice divulgativa adeguata, proprio le due psicologhe, che hanno dialogato con il pubblico e hanno messo alla prova ogni possibile resistenza all'ascolto di sé. Per molti è stato un agevole esercizio, per altri un faticoso percorso anche interrotto. Tantissimi quelli che sono arrivati fino alla fine, intrattenendosi ben oltre lo spettacolo per incontrare nel foyer Sepe e De Simone, farsi autografare i libri e, soprattutto, instaurare un dialogo personale.
In due ore intense e interattive, che hanno racchiuso anche un interessante esperimento sociale, il prof. Digennaro ha voluto riservare alla platea una conclusione inaspettata: da navigato educatore ha svelato il suo vissuto, emozionandosi al ricordo di episodi particolarmente intensi della propria infanzia e adolescenza. Con il risultato di apparire ed essere ancora più autentico e convincente.
"Le emozioni sono l'ambiente biologico che abita il nostro corpo e le reazioni dipendono dal nostro stato emotivo. Le relazioni sociali che viviamo e l'ambiente in cui viviamo sono di interesse sanitario più di quanto immaginiamo" ha commentato al termine della serata la dott.ssa De Simone, ringraziando per i prolungati applausi. E altrettanto ha fatto la dott.ssa Sepe, che ha sottolineato l'esito positivo della sperimentazione teatrale: "A dimostrazione che abbiamo bisogno di stare in ascolto di noi stessi e quindi vogliamo capire il nostro mondo interiore".
Soddisfatto il regista Mennoia, che per questo esperimento di psicologia a teatro ha potuto contare su attori e attrici (anche una straordinaria bambina) perfettamente calati nei personaggi, e quindi in grado di interpretare e trasmettere emozioni. Come quelle vissute dal pubblico, che è tornato a riflettere sui propri primi anni di vita.
La serata si è conclusa con la consegna delle targhe-ricordo consegnate a tutti i protagonisti e a chi, come l'assessora alla pubblica istruzione Maria Concetta Tamburrini, ha creduto in questo progetto fin dall'inizio, riuscendo, in chiusura, a sintetizzarne la valenza per le agenzie educative: "In primis la famiglia e la scuola devono dare ai bambini tutte quelle opportunità che finora abbiamo tenuto un po' nascoste" e, finalmente, dunque, aprirsi, appunto, a quelle 'cose non dette' che devono trovare spazio dentro e fuori di noi.
"Se ci prendiamo cura di noi stessi - ha chiosato Digennaro - riusciremo a prenderci cura di tutti per costruire un futuro migliore. Per noi e per i nostri ragazzi. Una bellissima serata che ha utilizzato il teatro per parlare di tutti noi".
L’ideatore del format, Marco Pagano, particolarmente soddisfatto della risposta ricevuta da un pubblico da sold out, con oltre 600 spettatori presenti, è già al lavoro per presentare questo evento anche in altri importanti teatri italiani.
Articolo precedente
Villa comunale, l'affondo di FdI: "Salera non può scappare, sua la responsabilità politica"Articolo successivo
Rifiuti ingombranti sulla strada, gli ispettori ambientali multano un uomo