Opinioni - L'amaro sfogo di Enzo Parmisano per una città ridotta a "collettività di solitudini", dove i cittadini sono l'unica vera parte lesa e la bellezza di un tempo è un ricordo blindato
di Enzo Parmisano*
Per quanto tempo saremo lesi, la stavamo ancora inaugurando, abili quali siamo a tagliare I nastri e adesso il polmone non è più verde, in Europa dicono che è un polmone grigiastro, eppure qualcuno l'aveva detto, non persone qualsiasi, agronomi e tecnici titolati, l'opposizione etc..., peccato che fossero degli inguaribili polemici.
E ora tutti a vedere Giobbe Covatta al teatro romano, perché chi lo aveva chiuso ora lo ha riaperto sostenendo di non averlo mai chiuso. AttentI a non diventare parte lesa anche sui marciapiedi, occorre vigilare, l'Europa ti osserva. L'asfalto su via Virgilio e di altre arterie in riammodernamento, privato di quelle 4 piante spelacchiate non è all'ombra, sopra i 30 gradi rammolisce e si deforma, vogliamo essere nuovamente la parte lesa?, l' Europa non ne può più di sgridarci.
Le altre piante sono diventate troppo folte, per strada camminiamo a testa china e di giorno i rami entrano in camera da letto. Siamo lesi anche dalla puzza e dai topolini che fuoriescono dalle isole ecologiche, intelligentemente ubicate sotto i portici nei pressi della futura piazza salotto.
Speriamo di non dover essere parte lesa anche dopo aver firmato il mutuo di piazza Labriola, sarebbe il colmo, attenta Europa forse ci risentiamo. Strade intransitabili, buche ovunque, marciapiedi divelti con radici sporgenti, mattonate sporche e sconnesse. Non possiamo dire nulla, perché chi ha il dovere di vigilare è la parte lesa. Lesi anche da un cimitero allagato, adesso non più, ma forse perché è estate, chi può dirlo, solo la parte lesa.
L'Europa ci ama e le varie procure faranno il loro corso, anche su chi doveva sorvegliare e invece è rimasto a guardare nonostante qualche polemico oppositore l'aveva sottolineato a gran voce. Questa città merita rispetto, chi governa ha il dovere di approfondire e ascoltare, di fermarsi e riflettere prima di emettere sentenze.
Siamo una collettività di solitudini interconnesse amplificate dall'arroganza. Che peccato, la mia Cassino sporca e bistrattata dall'Europa e non solo. Voglio tornare bambino, e prima di diventare maggiorenne ritornare nella mia villa comunale senza i sigilli e senza aver paura che l'Europa mi impedisca di farlo. In tutto ciò resterà solo la splendida esibizione di Giobbe Covatta. Ci hanno inculcato una sovrabbondanza di stimoli culturali, la cultura esagerata a tutti i costi, forse non eravamo pronti, il nostro cervello è la parte lesa.
*Giornalista e scrittore