Economia - Giulia e Stelvio spariscono dalle slide del Gruppo, ma il Ceo Filosa ieri sera ha frenato il panico: "Parleremo a Modena a dicembre della strategia complessiva e di cosa faremo a Piedimonte". Ma per i lavoratori l'attesa si fa drammatica. Sit-in della Fiom-Cgil davanti ai cancelli, Fim-Cisl, Uilm, Uglm e Fismic incalzano. Intanto lunedì Rocca incontrerà Urso
Il futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano si tinge di giallo: l’atteso Investor Day 2026, convocato ieri dal Presidente John Elkann e dal Ceo Antonio Filosa per svelare il maxi-piano industriale del Gruppo da 60 miliardi di euro di investimenti e 60 nuovi lanci entro il 2030, si è trasformato in un silenzio assordante per il territorio del Lazio Meridionale.
Durante l'evento non è stato fatto alcun cenno al piano industriale di Cassino, lasciando lo stabilimento a brancolare nel buio più totale, avvolto da una nebbia fitta che alimenta la disperazione di operai e imprese dell'indotto. L'unica certezza emersa dalle slide presentate dai vertici del Gruppo è di segno puramente negativo.
Nei programmi ufficiali di rilancio dei marchi, infatti, non compaiono più le nuove generazioni di Alfa Romeo Giulia e Alfa Romeo Stelvio, le due vetture di punta che attualmente vengono prodotte proprio sulle linee di Cassino. Da tempo si rincorrevano voci e speranze legate a un possibile rinnovamento in chiave ibrida di questi due modelli, ma ad oggi di questi modelli non c’è traccia alcuna.
Che a Cassino il Biscione sembri lasciare spazio al Tridente è stato poi parzialmente confermato in serata: solo dopo le 22 di ieri il Ceo Filosa ha fatto cenno a Cassino ed ha annunciato che “lo stabilimento ha un futuro, si vedrà con il piano Maserati che presenteremo a dicembre”. Filosa ha quindi specificato: "Parleremo a Modena a dicembre della strategia complessiva di Maserati, della creazione di valore, dei clienti che Maserati vuole servire e di cosa faremo su Cassino. Stiamo lavorando duramente per essere pronti a dicembre su Maserati e, di conseguenza, su Cassino”.
E la partnership con i cinesi? Per ora nulla di fatto. Se da un lato è ormai certo che il colosso Dongfeng ha virato decisamente verso la Francia, le speranze si erano riaccese lunedì 18 maggio, quando il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, raccogliendo non meglio precisate fonti sindacali, aveva annunciato pubblicamente che una delegazione del colosso automobilistico cinese BYD aveva visitato i capannoni dello stabilimento Stellantis di Cassino.
L’entusiasmo è durato però lo spazio di poche ore. Con una nota ufficiale secca e perentoria, l'azienda cinese ha smentito categoricamente le dichiarazioni del primo cittadino, sottolineando come “non vi sia stata alcuna visita presso l’impianto” e gettando ulteriore discredito sulle indiscrezioni circolate nei giorni precedenti.
Gli interrogativi restano dunque tutti aperti e privi di risposta: cosa ne sarà adesso dello stabilimento senza i modelli di punta dell'Alfa Romeo? Ci sarà mai una reale partnership con i cinesi per salvare la fabbrica e, in caso positivo, quali case automobilistiche manifesteranno un interesse concreto e misurabile?
Davanti a questo scenario, la preoccupazione tra i lavoratori ha raggiunto i livelli di guardia, tanto che ieri, proprio in concomitanza con l'annuncio del piano globale, si è tenuto un sit-in davanti ai cancelli della fabbrica, accompagnato da un'azione di volantinaggio straordinaria da parte della Fiom Cgil che sull'eventuale ingresso di un secondo costruttore cinese in Italia, ha ribadito che “le produzioni dovranno essere aggiuntive e mai sostitutive di quelle attuali".
Per la Uilm, invece, il bicchiere è mezzo pieno dal momento anche per Cassino visto che "Stellantis ha preso l'impegno di non chiudere nessuno stabilimento". Più cauta l’Ugl che avverte: “Resta una riserva sul sito di Cassino, sul quale sono in corso diversi ragionamenti e valutazioni, anche alla luce di possibili alleanze con altre case automobilistiche che potrebbero interessare direttamente lo stabilimento”, dice il seegretario Spera, mentre Uliano della Fim-Cisl incalza: "È necessario comprendere la tempistica dei due modelli Maserati". Maurizio Stabile, segretario generale della Fismic, aggiunge: "Assolutamente insufficiente la semplice esclusione della chiusura dello stabilimento. Ci aspettiamo un confronto al più presto perchè su Cassino c'è necessità di risposte e soprattutto di prospettive. L'Azienda dovrà chiarire nel dettaglio il progetto per lo stabilimento."
In fibrillazione anche il mondo politico: "Serve una due diligence politica per verificare la reale sostenibilità occupazionale di Cassino Plant e dell'indotto”, spiega Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, mentre il presidente della regione Lazio Francesco Rocca fa sapere che lunedì incontrerà il ministro Urso e mette in guardia: "È ovvio che da adesso in poi cambia la musica, si cambia pagina. Inizia una stagione di battaglie per non ai perdere neanche un posto di lavoro".