Castrocielo, sigilli a un sito industriale: scatta il sequestro per gestione illecita di rifiuti

Cronaca - Blitz dei Carabinieri e dell'ARPA in uno stabilimento della zona: scoperti stoccaggi fuori norma, materiali pericolosi esposti agli agenti atmosferici e impianti non funzionanti. Denunciato il legale rappresentante

Castrocielo, sigilli a un sito industriale: scatta il sequestro per gestione illecita di rifiuti
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 22-05-2026 15:36 - Tempo di lettura 2 minuti

Prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio ambientale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone, impegnati nel contrasto ai reati contro il territorio e la salute pubblica. In una recente operazione, i militari della Stazione di Aquino hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cassino, su esplicita richiesta della locale Procura della Repubblica.

I sigilli sono scattati per diverse aree e materiali di uno stabilimento industriale della zona specializzato nella gestione di rifiuti, ponendo un freno a una situazione di potenziale pericolo ambientale.

L’operazione è il risultato di un accurato controllo ispettivo condotto lo scorso 6 maggio dai Carabinieri di Aquino, che hanno operato in stretta sinergia con il personale tecnico dell’ARPA Lazio. L’obiettivo dell’accesso ispettivo era verificare la conformità dello stabilimento, formalmente autorizzato per la sola lavorazione di rifiuti non pericolosi, rispetto alle rigide normative vigenti e alle prescrizioni ambientali ricevute.

Tuttavia, nel corso delle attività, i militari e i tecnici dell’ARPA si sono trovati di fronte a una gestione del sito profondamente difforme da quella consentita.

Le verifiche sul campo hanno portato alla luce numerose e gravi criticità. Gli inquirenti hanno accertato un massiccio stoccaggio fuori norma, con ingenti quantità di rifiuti — tra cui plastiche, apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), ingombranti e componenti meccaniche — accumulate in aree destinate esclusivamente al transito o comunque non previste dai titoli autorizzativi.

A questo si aggiungevano severi rischi per il suolo e l'aria: molti materiali, inclusi rifiuti speciali pericolosi, erano custoditi all'interno di cassoni privi di copertura e posizionati su pavimentazioni deteriorate o del tutto prive di sistemi di impermeabilizzazione, rimanendo così pericolosamente esposti all'azione degli agenti atmosferici. A completare il quadro di degrado strutturale, i tecnici hanno rilevato il mancato funzionamento degli impianti, evidenziando l'assenza di idonei sistemi di raccolta delle acque meteoriche, con pozzetti ostruiti e impianti di trattamento completamente inattivi al momento del controllo.

Di fronte a tali risultanze, la Procura della Repubblica di Cassino ha immediatamente richiesto la convalida del sequestro d'urgenza. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto integralmente la tesi degli inquirenti e ha confermato il provvedimento, ravvisando il concreto pericolo che la libera disponibilità del sito potesse protrarre o aggravare le conseguenze dei reati, con danni potenzialmente irreparabili per l'ambiente e la salute dei cittadini.

L'intera area interessata dalle violazioni, che comprende un grande capannone e decine di container, è stata interamente posta sotto sequestro, mentre il legale rappresentante della società è stato deferito in stato di libertà per l'attività di gestione e stoccaggio di rifiuti in violazione delle prescrizioni.





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