Cronaca - Un 54enne nei guai per una pistola clandestina costruita in casa. Operazioni dell'Arma dei Carabinieri anche a Pontecorvo, dove finisce ai domiciliari un persecutore, e a Roccasecca per una denuncia da "falso blackout"
Sgominato un pericoloso arsenale domestico, fermato un incubo di stalking e punito l’abuso dei numeri di emergenza. È il bilancio di una serie di intense attività di controllo del territorio portate avanti dai Carabinieri della Compagnia di Cassino e delle Stazioni locali, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, volte a garantire la sicurezza e la legalità nei vari comuni del comprensorio.
Il blitz a Villa Santa Lucia: armi artigianali in camera da letto
L'operazione più sorprendente è scattata a Villa Santa Lucia, dove i militari della Sezione Radiomobile di Cassino hanno scoperto un vero e proprio arsenale rudimentale ma letale nascosto tra le mura domestiche.
Tutto è iniziato da un normale controllo stradale in via Santa Scolastica: i Carabinieri hanno fermato un'auto con a bordo un 54enne del posto e il figlio ventenne. L'ispezione del veicolo ha portato al rinvenimento di tre cartucce calibro 9 Flobert, un dettaglio che ha spinto i militari a estendere la perquisizione all'abitazione dell'uomo.
Una volta all'interno dell'appartamento, la scoperta: nel comodino della camera da letto era nascosta una pistola artigianale, realizzata con tubi d'acciaio saldati tra loro. Nonostante l'aspetto precario, l'arma è stata giudicata idonea allo sparo di cartucce calibro 12 e potenzialmente letale, venendo quindi classificata come arma clandestina.
Nella stanza sono state sequestrate altre armi e munizioni, mentre il figlio ventenne è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti, poiché trovato in possesso di alcuni grammi di hashish e marijuana. Il 54enne, inizialmente posto ai domiciliari, ha visto la convalida dell'arresto da parte del Tribunale di Cassino, che ne ha poi disposto l'immediata liberazione in attesa del processo.
Pontecorvo: tolleranza zero contro la violenza di genere
Spostandosi a Pontecorvo, l'attenzione dei Carabinieri si è concentrata sul contrasto ai reati di genere. I militari della locale Stazione e Compagnia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un 34enne, accusato di atti persecutori aggravati ai danni dell'ex compagna di 29 anni.
Le indagini hanno svelato un drammatico quadro di vessazioni quotidiane: pedinamenti, appostamenti e minacce che avevano costretto la giovane a vivere in un costante stato di terrore e a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita. L'uomo non si fermava nemmeno sul posto di lavoro della donna, isolandola da chiunque tentasse di aiutarla. Per fermare l'escalation, il GIP di Cassino ha disposto i domiciliari per il 34enne, applicando il braccialetto elettronico e il divieto assoluto di comunicare con la vittima.
Roccasecca: finti blackout al 112, scatta la denuncia
Infine, a Roccasecca, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà una 60enne del posto ritenuta responsabile di interruzione di pubblico servizio, procurato allarme e calunnia.
La donna, lo scorso 5 aprile, aveva allertato per ben due volte il Numero Unico di Emergenza "112" a distanza di venti minuti, sostenendo falsamente che l'ex marito le avesse staccato la fornitura di energia elettrica. I militari, intervenuti sul posto, hanno accertato la totale non veridicità della segnalazione (scoprendo inoltre che, al secondo controllo, la donna negava persino di aver chiamato). Un intervento, quello dell'Arma, mirato a colpire duramente chi distoglie risorse operative e di soccorso da reali situazioni di pericolo per i cittadini.