Cultura - Cassino MIA 1944 aps porta avanti da tre anni un programma educativo strutturato, coinvolgendo studenti degli istituti superiori locali come Ambasciatori di Cassino Red Poppy, e costruendo scambi internazionali con le scuole nell'ambito del progetto 'Back to the Start
Il Sentiero della Speranza: Cassino e la memoria viva della Battaglia Dal braciere del Cimitero Militare Polacco alla comunità che oggi custodisce e tramanda Per decenni, i cimiteri di guerra di Cassino sono stati molto più che luoghi di sepoltura. Il cimitero militare polacco fu il primo ad essere eretto — costruito dagli stessi soldati sopravvissuti del II Corpo d'Armata del Generale Anders, che non poterono rientrare in patria.
La Polonia per cui avevano combattuto era scomparsa dietro il Muro di Berlino. I loro compagni caduti non sarebbero mai stati glorificati in patria, non avrebbero mai ricevuto i monumenti che meritavano. Così i sopravvissuti, sparsi per il mondo, tornarono a Cassino — ogni cinque anni — per tenere accesa quella fiamma. Per non lasciare soli i loro morti. Per non dimenticare quella libertà che avevano cercato e che erano certi, prima o poi, sarebbe arrivata. Anni dopo fu inaugurato il cimitero del Commonwealth, poi quello tedesco dalla Volksbund. E allora accadde qualcosa di straordinario: su queste tombe, al di là delle uniformi e delle bandiere, cominciò a manifestarsi una riconciliazione silenziosa ma profonda. Veterani che si incontravano sul territorio, ex nemici che si ritrovavano sulle stesse colline.
Fu Roberto Molle, avvocato cassinate, a notare per primo questa particolarità — e a capire che quelle storie meritavano di essere raccolte e tramandate. Roberto Molle fondò l'Associazione Battaglia di Cassino e ne fece un archivio vivo. Con il suo carattere cordiale e la sua competenza storica — costruita pazientemente attraverso interviste, archivi e una presenza costante sul territorio — divenne il primo custode della memoria viva della Battaglia di Cassino. Il suo profilo Facebook, ancora oggi attivo, è un archivio straordinario aperto a tutti. È in questo solco che nasce, il 4 febbraio 2020, Cassino MIA 1944 aps — Cassino Red Poppy, fondata da Pino Valente, albergatore cassinate, guida ambientale escursionistica e presidente dell'associazione. Con Roberto Molle si era creato un connubio perfetto: lui la mente, Pino il braccio. Quando all'Hotel La Pace di Cassino arrivavano famiglie di soldati — anche di notte, anche alle cinque del mattino — Pino raccoglieva le informazioni sui battaglioni, i reggimenti, i paesi d'origine, e Roberto era sempre pronto a indicare le tracce da seguire sul territorio.
Insieme hanno accompagnato decine di famiglie sui sentieri della Battaglia, restituendo loro frammenti di storia che credevano perduti. Il 14 maggio 2025 Roberto Molle ci ha lasciati improvvisamente. Con lui se ne è andata una parte insostituibile di questa memoria. Ma il lavoro che ha seminato non si è fermato — e il docufilm 'Il Sentiero della Speranza / Szlak Nadziei', prodotto dall'IPN — Istituto Nazionale della Memoria Polacca e diretto da Tomasz Łysiak, lo ha immortalato in uno dei suoi episodi, vivo e presente come sempre. '
Il Sentiero della Speranza / Szlak Nadziei' è una serie documentaria in cinque episodi, prodotta dall'IPN — Istituto Nazionale della Memoria Polacca e diretta da Tomasz Łysiak. Gli spettatori seguono la storia del II Corpo Polacco dalla sua nascita nell'Unione Sovietica nel 1941, attraverso la formazione in Oran, Iraq e Palestina, fino alle battaglie sul suolo italiano — a Monte Cassino, ad Ancona e Bologna. La serie prende le mosse dallo sbarco a Salerno del 1943 e racconta la campagna di liberazione d'Italia nella sua interezza, comprese la battaglia di San Pietro Infine, lo sbarco ad Anzio e la liberazione di Bologna. Ciò che la rende unica nel panorama delle produzioni storiche polacche è la sua prospettiva: non racconta solo la storia dei soldati polacchi, ma anche quella dell'Italia e degli italiani. Le sofferenze dei civili, i paesi distrutti, le storie dimenticate. Una serie realizzata in Polonia che ha saputo guardare anche con gli occhi di chi quella guerra l'ha vissuta dall'altra parte.
Il secondo episodio affronterà anche le marocchinate, con testimonianze dirette dei civili. Il 17 maggio 2026, al Teatro Manzoni di Cassino, si è tenuta la prima italiana del primo episodio. Seicento persone hanno riempito la sala — un risultato straordinario che conferma quanto questa storia appartenga anche a Cassino, e quanto la città fosse pronta ad ascoltarla. Quello che i feedback ricevuti dopo la serata hanno rivelato è ancora più significativo: molte delle persone presenti portano dentro di sé un frammento di questa storia. La madre di 91 anni che ha vissuto i bombardamenti. Il padre che lavorava nel comitato antimalarico nella città distrutta. Lo zio che abita dietro Montecassino e ha sempre raccontato la guerra. La famiglia di chi compare nel film. Cassino non è il pubblico esterno di questa storia — Cassino è dentro la storia.
Cassino MIA 1944 aps porta avanti da tre anni un programma educativo strutturato, coinvolgendo studenti degli istituti superiori locali come Ambasciatori di Cassino Red Poppy, e costruendo scambi internazionali con le scuole nell'ambito del progetto 'Back to the Start'. I giovani Ambasciatori accompagnano visitatori internazionali sui sentieri del territorio, narrano la storia delle 30 nazioni che combatterono a Cassino, e trasmettono questa memoria alle nuove generazioni. Adesso guardiamo avanti. Intendiamo continuare a collaborare con l'IPN e con il regista Tomasz Łysiak affinché i prossimi episodi della serie vengano resi disponibili alla comunità di Cassino. Vogliamo che le famiglie dei soldati di 30 nazioni che continuano a tornare trovino finalmente anche una comunità viva che le accoglie, le ascolta e le ricorda. Il 2029 si avvicina — anno del 1.500° anniversario della fondazione dell'Abbazia di Montecassino da parte di San Benedetto e dell'85° anniversario della Battaglia. Stiamo costruendo adesso quello che allora dovrà essere già vivo — un'esperienza da sentire sulla pelle, da vivere intensamente, camminando sugli stessi sentieri dove ottant'anni fa si è scritta la storia.