Gianni Rodari e la grammatica della libertà: l'uso della parola come diritto universale

Rubriche - Oltre l'educazione tradizionale: la sfida di Rodari nel farsi compagno di viaggio dei piccoli, usando la "Grammatica della fantasia" come bussola per l'indipendenza e la solidarietà sociale

Gianni Rodari e la grammatica della libertà: l'uso della parola come diritto universale
di autore Angelo Franchitto - Pubblicato: 05-05-2026 08:37 - Tempo di lettura 2 minuti

A Senza Giri di Parole ho invitato chi è genitore a insegnare ai figli a fare le cose difficili. Certamente un modello è la figura del poeta, scrittore e insegnante Gianni Rodari. Nel 1979 Rodari risponde alla lettera di una bambina che gli chiedeva se fosse difficile scrivere per i piccoli. La vera sfida non risiede nell'adattare il linguaggio, quanto nella capacità dell'adulto di porsi al livello dei bambini senza mai tradire la loro intelligenza. 

Si tratta di una pedagogia che rifiuta l'idea di una letteratura infantile puramente educativa in senso stretto; al contrario, sostiene che lo scrittore debba farsi compagno di viaggio dei propri lettori. Il linguaggio aiuta a esplorare tutti insieme i meccanismi della realtà e dell'immaginazione.

Il cuore del messaggio di Rodari risiede nella convinzione che la fantasia sia uno strumento di emancipazione civile. Egli ci dice che è attraverso il gioco linguistico e l'invenzione che dobbiamo puntare a formare individui capaci di pensare autonomamente e fare resistenza al conformismo. Il suo manuale Grammatica della fantasia non è un invito a considerare la parola come un diritto universale.

La fantasia serve non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo. Nella lettera che Rodari scrive nel 1979, evidenzia come l'ascolto sia alla base di ogni processo creativo. Un insegnamento importante è che solo ascoltando i dubbi e le visioni dei bambini è possibile scrivere storie che parlino davvero a loro, trattandoli come interlocutori seri e partecipi. In definitiva, Gianni Rodari ha dimostrato di essere un autore che ha trasformato la letteratura per l'infanzia in un atto di libertà e solidarietà sociale.





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