“Base Terra: Missione Ritorno”: parte il segnale radio che unisce sport, università e vita

Scuola e Università - Non è la solita cronaca di una malattia, è il diario di bordo di un astronauta che ha attraversato il buio e ha lottato per ritrovare la propria gravità, il nuovo progetto podcast di ADMO Lazio e Oltre la Cura, con il supporto dei rappresentanti di Primavera Studentesca dell’Università di Cassino

“Base Terra: Missione Ritorno”: parte il segnale radio che unisce sport, università e vita
di Teresa Franchini - Pubblicato: 27-04-2026 10:34 - Tempo di lettura 4 minuti

Dallo spazio al campo di calcio: la metafora della storia di Giulio. Il podcast “A un Gene da Te” utilizza una chiave narrativa inedita: l'isolamento in una stanza sterile durante la lotta contro una aplasia midollare severa,viene paragonato alla solitudine di un astronauta in orbita.

Il protagonista, Giulio,diventa il “Maggiore Tom”: un esploratore che per sette mesi ha lanciato segnali radio nel vuoto, aspettando che qualcuno, dalla Terra, rispondesse. “Ricevere una diagnosi è come un decollo improvviso verso l’ignoto”.

Una diagnosi complessa, che porta il corpo di Giulio a sentirsi stanco anche solo per aver fatto un passo a causa dell'anemia; un livido, un graffio, rappresentano per lui un pericolo mortale a causa della mancata coagulazione del sangue; e il corpo diventa una città senza mura e senza esercito, in cui ogni piccola minaccia rappresentra un rischio per tutti gli abitanti, a causa dell'assenza di difese immunitarie.

La stanza d’ospedale diventa una navicella spaziale dove l’unica speranza di rientro è un legame genetico con uno sconosciuto: la propria Base Terra.” Il secondo episodio, uscito oggi, tocca le corde più profonde del progetto.

Giulio racconta con una spontaneità disarmante il peso e l’onore di essere tornato, dedicando la sua "missione" agli amici che sono rimasti tra le stelle, come Gigi e Simona. La forza di questo messaggio sta trovando una cassa di risonanza straordinaria tra i giovani.

A Cassino, l’associazione Primavera Studentesca ha adottato il progetto, trasformando i social universitari in una vera stazione radio di sensibilizzazione. I rappresentanti degli studenti si sono fatti promotori del "segnale", portando la storia di Giulio tra le aule e i corridoi dell'Ateneo per spiegare che la salvezza di un paziente dipende dalla partecipazione collettiva al registro dei donatori.

La storia di Giulio non si ferma qui: il "segnale" sarà ben ascoltato anche in occasione della Notte Bianca Universitaria, a luglio. Una chiamata all'azione per gli studenti: il progetto "Base Terra" non vuole solo raccontare, ma agire.





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