Referendum, il Comitato per il No: "Un attacco alla democrazia dietro la propaganda"

Politica - "La nostra Costituzione nasce come forma di protezione da autoritarismo e dittatura ed è una calibratura di poteri e contropoteri con l’obiettivo di evitare un possibile ritorno a nuove dittature". Domani alla Sala Restagno un dibattito pubblico con magistrati, giuristi e politici per analizzare i rischi della Legge Nordio e la difesa dell'autonomia del CSM

Referendum, il Comitato per il No: "Un attacco alla democrazia dietro la propaganda"
di Redazione - Pubblicato: 04-03-2026 15:49 - Tempo di lettura 3 minuti

Il Comitato per il No di Cassino rompe il silenzio sulla riforma della giustizia, richiamando l'attenzione sulla natura stessa della nostra Carta Fondamentale. La Costituzione, ricorda il Comitato, non è un semplice testo burocratico ma uno scudo contro l'autoritarismo, nato per calibrare poteri e contropoteri in un equilibrio che garantisce la libertà di ogni cittadino. Proprio per questo, ogni intervento di modifica richiede una riflessione profonda che non può essere sacrificata sull'altare della propaganda.

Secondo l'analisi del Comitato, la narrazione dei sostenitori del "Sì" — diffusa capillarmente tra TV e social — dipinge la riforma come l'occasione d'oro per guarire i mali della giustizia italiana, ma la realtà dei fatti racconterebbe una storia diversa. La Legge Nordio viene infatti accusata di ignorare totalmente i problemi strutturali del settore: non stanzia risorse economiche, non interviene sulle croniche carenze di organico né sulla durata dei processi, limitandosi a un intervento sull'ordinamento che non semplifica l'accesso dei cittadini ai tribunali. Di fronte a queste criticità, il governo è accusato di utilizzare la retorica populista del "capro espiatorio", additando i magistrati come nemici per distogliere l'attenzione da questioni complesse rimaste irrisolte.

"La legge Nordio interviene sull’organizzazione dell’ordinamento giudiziario e nulla prevede per affrontare – e tantomeno risolvere – i problemi che affliggono il servizio giustizia: non devolve risorse economiche, non pone rimedio alle carenze di organico, non affronta il tema dell’eccessiva durata dei processi, non facilita né semplifica l’accesso alla giustizia. Di questi problemi la legge Nordio non si occupa proprio, eppure vuol far credere il contrario ai cittadini italiani, con una propaganda spudoratamente ingannevole".

"Attualmente il Consiglio superiore della magistratura, che è un organo di rilievo costituzionale (cioè previsto dalla Costituzione) che garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, penale e civile, è composto per due terzi da magistrati (i “togati”) e per un terzo da avvocati e professori universitari di diritto (i “laici”), eletti, rispettivamente, dai magistrati e dal Parlamento.

Con la riforma viene diviso in due parti un CSM per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati. Viene fortemente modificata la procedura di nomina, i membri di “nomina” da parte dei magistrati saranno scelti con il sorteggio privando i magistrati della possibilità di sceglier ei rappresentanti che ritengono più adatti. I membri di nomina parlamentare saranno sorteggiati all’interno di una lista preselezionata di eletti in Parlamento (maggioranza parlamentare)."

"Tra i ruoli del CSM vi è, inoltre, quello disciplinare, proprio questo viene intaccato il CSM non potrà più infliggere sanzioni disciplinari ai magistrati, questo vuol dire che viene intaccata la necessaria autonomia e indipendenza della magistratura, presidio della democrazia.  Tale potere passerà ad un’Alta Corte, ma di fatto mancano ad oggi le leggi attuative che indicano come saranno formati i collegi, che su una parte della riforma essenziale, i cittadini sono chiamati a votare a scatola chiusa, cioè senza sapere effettivamente come funzionerà l’Alta Corte.

Per approfondire questi temi e sensibilizzare la cittadinanza su quella che viene definita una riscrittura rischiosa della Carta Fondamentale, il Comitato ha organizzato un importante incontro pubblico che si terrà domani, 5 marzo, alle ore 17:00 presso la Sala Restagno di Cassino. Il dibattito, intitolato "Le ragioni per votare NO", sarà moderato dal regista e giornalista Alberto Simone e vedrà la partecipazione di un panel eterogeneo di esperti e rappresentanti istituzionali.

Al tavolo dei relatori - che vedrà come moderatore il direttore del nostro giornale, Alberto Simone - si alterneranno figure di spicco del mondo giuridico come il dottor Alfredo Mattei (PM del Tribunale di Cassino), il dottor Claudio Marcopido (Presidente della sezione penale del medesimo Tribunale) e gli avvocati Luigi Montanelli e Sarah Grieco. Il confronto politico sarà animato dalle parlamentari del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana e Valentina D'Orso, da Danilo Grossi della Direzione Nazionale del Partito Democratico e dal giurista Giovanni Russo Spena per Rifondazione Comunista. Non mancherà il punto di vista sindacale con l'intervento di Donato Gatti, segretario della CGIL Frosinone Latina, per un pomeriggio di analisi collettiva su una riforma che, secondo il Comitato, mette a rischio l'indipendenza di un potere dello Stato essenziale per la tenuta democratica del Paese.





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