Università, ok alla prima sequenza contrattuale

Università, ok alla prima sequenza contrattuale

SINDACATO - Per l'anticipazione della parte economica comparto istruzione e ricerca. Presente il segretario della Cisl-Università del Lazio Francesco Cuzzi

In data odierna si è svolto presso l’ARAN l’incontro che fa seguito all’accordo politico sottoscritto ieri, 10 novembre, presso il Ministero dell’Istruzione che prevede la definizione di una prima sequenza contrattuale di carattere economico per definire, per tutto il personale del comparto Istruzione e Ricerca, l’anticipazione della sola parte relativa agli stipendi tabellari e alle componenti fisse del salario accessorio utilizzando il 95% delle risorse disponibili per l’intero rinnovo contrattuale 2019-2021, al fine di assicurare l’erogazione degli incrementi e dei relativi arretrati entro il mese di dicembre 2022. Dopo ampia discussione si è giunti alle ore 17,00 alla definizione dell’accordo e delle relative tabelle retributive.


Allegato al presente comunicato troverete le nuove tabelle stipendiali relative al
settore Università distinte per ciascuna categoria e posizione economica
dell’attuale ordinamento professionale, comprensive di tutte le voci retributive
fisse, degli incrementi contrattuali mensili distinti per gli anni 2019, 2020 e 2021
con effetto trascinamento all’anno 2022 e un calcolo degli arretrati derivanti dai
suddetti incrementi a cui dovrà essere sottratto quanto individualmente percepito
a titolo di indennità di vacanza contrattuale a decorrere dal 01.04.2019. Gli
arretrati sono calcolati alla data del 31.12.2022.
Seguirà analoga tabella per il settore AFAM in corso di definizione.
L’accordo sottoscritto in sede ARAN consente, altresì, di consolidare quale
componente stipendiale il c.d. elemento perequativo introdotto come voce
integrativa con il precedente CCNL per sterilizzare gli effetti negativi che sarebbero
derivati dagli incrementi stipendiali 2016-2018 sul c.d. “bonus Renzi – gli 80 euro
mensili”.
Questo elemento perequativo, tuttavia, era stato introdotto come misura
temporanea e si sarebbe perso con il rinnovo del CCNL 2019-2021 se il Sindacato
non avesse concordato con il Governo di consolidare il relativo importo negli
stipendi tabellari costituendo, di fatto, un ulteriore incremento che consente a
molti lavoratori di superare l’incremento medio stipendiale del 3,78% portandolo
fino al 4,22%.

La sequenza contrattuale sottoscritta in data odierna segue l’esigenza politica di
garantire immediatamente l’erogazione degli arretrati di 4 anni dovuti alle
lavoratrici e ai lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca e di aggiornare le loro
retribuzioni in un periodo di forte crisi e di insopportabili rincari generalizzati che
stanno condizionando la vita di tutti, specie di quelli operanti nei settori
dell’Università e dell’AFAM che vivono una condizione retributiva disagiata rispetto
agli altri comparti del Pubblico Impiego per ragioni ormai storiche. Condizione che
deve essere superata con il rinnovo del CCNL 2019 – 2021 attraverso gli strumenti
di valorizzazione sostenuti dai finanziamenti aggiuntivi apportati dal Governo (50
milioni di euro per le Università e 8,5 milioni di euro per l’AFAM) con la legge di
bilancio che spetterà alla contrattazione nazionale distribuire attraverso la seconda
sequenza contrattuale unitamente alle ulteriori risorse legate alle componenti
accessorie non oggetto dell’anticipazione definita in data odierna.
La FSUR CISL – Università è impegnata a dare risposte a queste criticità e alle
tante individuate nell’atto d’indirizzo con cui l’ARAN é obbligata a fare i conti, tra le
quali la ridefinizione del nuovo ordinamento professionale, il nuovo sistema di
progressioni economiche e di incarichi di tutto il personale, le nuove forme di
lavoro flessibile, l’ordinamento speciale per il personale delle AOU, i CEL e le
nuove figure professionali come quella dei Tecnologi. Appuntamenti rinviati alla
seconda sequenza contrattuale che ci si è impegnati a chiudere comunque
celermente, per dare quelle risposte che le lavoratrici e i lavoratori meritano e
attendono ormai da troppo tempo.


Auspichiamo che la Politica, grazie alla quale oggi possiamo comunque vantare un
buon risultato anche per i settori dell’Università e dell’AFAM, mantenga gli impegni
assunti seppur non codificati formalmente per i nostri settori nell’accordo politico
sottoscritto il 10 novembre. Sarebbe un bel segno di cambiamento rispetto a chi
gli impegni, opportunisticamente, li assume e poi svanisce o peggio ancora
rispetto a chi scappa o si nasconde.
Salutando positivamente il risultato raggiunto con la sottoscrizione della prima
sequenza contrattuale, quindi, guardiamo con cauto ottimismo al futuro, certi della
nostra determinazione e del nostro impegno e di quello di tutti coloro che, insieme
a noi, vogliono contribuire a costruire nuove opportunità di crescita per le
lavoratrici e i lavoratori e per le Istituzioni dei settori dell’Università, ivi comprese
le AOU e dell’AFAM.
Come sempre, vi terremo informati del prosieguo delle trattative relative alla
seconda sequenza contrattuale e delle ulteriori iniziative che la scrivente
Federazione avvierà già dalla prossima settimana.





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