OPINIONI - "Oggi, terminati i consigli comunali, a stento ci si saluta. Serve un patto per favorire per favorire una cultura politica basata sul riconoscimento e il rispetto dell’avversario politico". Leone cita Mattarella e De Andrè e invita alla pacificazione

di Benedetto Leone*
Ho pensato qualche giorno alle dimissioni del collega consigliere di opposizione, Salvatore Fontana. Penso che il tema non sia il dispiacere personale provato da chi lo conosce per la sua scelta, quanto invece la motivazione, che è una vera e propria denuncia di un mondo, quello politico, malato e condizionato da diversi fattori. Ecco, è qui che si deve aprire una riflessione da parte di tutti. Non potrà mai considerarsi Politica, quella costruita sulla individuazione dell’avversario come nemico. Nemico nell’agone politico e fuori dalla politica. Un nemico da distruggere.
Denunce, querele, esposti anonimi, termini quali feccia, allusioni e minacce, sono responsabili del degrado politico che in questi anni ha visto cadere la nostra città. L’attività di discredito è diventata arma quotidiana, consumata davanti all’opinione pubblica attraverso l’uso di tutti i mezzi a disposizione, vicende giudiziarie, notizie false, interferenze nel lavoro e qualsiasi altra cosa che abbia la forza di distruggere la reputazione e intaccare l’integrità morale di chi riveste un ruolo politico al fine di screditarlo totalmente di fronte all’elettorato.
Spesso mi domando perché mai, a queste condizioni, un cittadino, un imprenditore, un professionista, un giovane, dovrebbe mai liberamente scegliere di candidarsi a dare il proprio contributo per la nostra città. Ma chi glielo fa fare?Io, personalmente, ho vissuto due anni bellissimi lontano dalla politica. Qualcosa che mai avrei potuto immaginare anni fa quando ho iniziato a farla, eppure fuori dalla politica ho riscoperto la bellezza delle relazioni, dei rapporti umani. Possibile che in politica tutto questo non si possa avere?A 15 anni andavo ad ascoltare i Consigli Comunali di Cassino, ricordo gli scontri in consiglio comunale di Scittarelli, Luigi Russo, Benedetto del Vecchio, poi il periodo di Di Zazzo, Attilio Perna, di Enzo Vittorelli. Erano scontri duri, ma ricordo che terminati i Consigli Comunali, il clima era di rispetto. Oggi, a fine Consiglio Comunale, se si è fortunati, ci si scambia forse un gesto di saluti.
Dalla denuncia del Consigliere Fontana, non possiamo far finta di nulla. Siamo tutti chiamati a delle responsabilità. Da queste non si sfugge. Lo dico al Sindaco, invitandolo pubblicamente a cambiare rotta. Chi ha l’onore di Amministrare la città di Cassino, non può pensare di avere accesso alla conoscenza assoluta, a valori unici e indiscutibili, perché questa è la strada dove prevale la superbia e l’arroganza che sono i veleni della democrazia. Le opposizioni non sono nemici. Il confronto, anche duro, che si trasforma in scontro tra chi governa e chi è dall’altra parte non può e non deve travalicare su aspetti personali, sul lavoro e sulla vita familiare dei protagonisti.
Non può più accedere che un Sindaco dichiari “feccia” una parte politica a lui avversa. Cosi come non può accadere che un Sindaco tenti continuamente e sistematicamente di contrapporsi alle opposizioni alludendo alla via giudiziaria. Cosi come non può accadere che al sano e democratico confronto con le opposizioni, un Sindaco scelga la strada di “armare” la penna del suo ufficio stampa per offendere, denigrare e sminuire i Consiglieri Comunali. E su questo aspetto, una responsabilità è anche dei colleghi consiglieri di maggioranza: se il campo del confronto politico non viene occupato e animato dai Consiglieri, qualcuno da fuori lo farà per loro, alimentando lo scontro, avvelenando il clima, esacerbando gli animi.
Vogliamo continuare su questa strada? Si può dire se si è d’accordo o no, ma non ci si può girare dall’altra parte, ricercando sempre altrove le responsabilità di questo clima, anche se vi credete assolti, siete comunque coinvolti, per utilizzare le espressioni del Maestro De Andrè. Chi però oggi vuole immaginare che questo appello di un patto tra le parti sia una debolezza del ruolo di opposizione, abbia la forza e il coraggio in Consiglio comunale, e non altrove, di aprire confronti sulle idee per la città. E a chi volesse continuare ad utilizzare altre strade, sappia che il diritto e la giustizia sono cosa diversa dal peloso giustizialismo e dalla connessione con certi strumenti di comunicazione e di stampa.
Il rispetto dell’avversario politico è uno dei tratti distintivi della democrazia. Se è debole o assente viene meno la democrazia e si deve parlare di qualcos’altro. Ecco perché pubblicamente invito il Sindaco, l’Amministrazione e tutte le forze politiche cittadine ed i loro rappresentanti, a ristabilire un confronto pacato e pacifico, soprattutto sui temi di interesse comune. Ricordando che gli avversari politici legittimamente si contrastano e altrettanto legittimamente si possono sconfiggere attraverso il voto.
Le sfide elettorali servono a questo, a misurare attraverso il confronto delle idee chi sa conquistare la maggioranza dei consensi degli elettori. Sono le regole fondamentali della democrazia costituzionale e partecipativa. Sostituire all’uso dialettico della parola, il linguaggio della violenza trasforma a lungo andare il confronto delle idee in uno scontro violento senza vie di uscita, che non sia l’eliminazione dell’avversario trasformato nel “nemico”. Urge tornare ad una dimensione civile e pacifica del confronto, per quanto aspro esso possa essere. E’ necessario ritrovare la disponibilità a parlarci per costruire insieme il futuro della nostra comunità cittadina, anche in futuro qualsiasi sia l’esito delle elezioni.
Firmiamo tutti insieme un Patto tra le parti che “si impegnano a favorire una cultura politica basata sul riconoscimento e il rispetto dell’avversario politico”:1- Rifiutando pubblicamente tutto ciò che minaccia il funzionamento della democrazia e colpisce la partecipazione politica;2- Impegnandoci tutti insieme ad un utilizzo degli spazi nei media e nei social network in modo responsabile e rispettoso, promuovendo l’esercizio libero e consapevole dei diritti politici di tutti i cittadini.3- Mantenendo il confronto solo sul piano politico, rifiutando qualsiasi strada che coinvolga la vita personale, il lavoro, gli affetti ed eventuali procedimenti giudiziali degli attori coinvolti. Io ci sono. Voi ci siete?
A tutti ritornino alla mente le parole del Presidente Mattarella rivolte ai Deputati della nostra Repubblica sul volto umano della democrazia:“ Voi, eletti dal popolo, riuniti in questa Assemblea sovrana, dovete sentire l’immensa dignità della vostra missione. A voi tocca dare un volto alla Repubblica un’anima alla democrazia, una voce eloquente alla libertà. Dietro a voi sono le sofferenze di milioni di italiani; dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione. Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano.
Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide.”
*Consigliere comunale di Cassino
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