Morte sospetta, il compagno e la sorella di Sofja: "Vogliamo la verità"

Cronaca - La gemella della 31ennne di Pignataro Interamna, deceduta giovedì motte, tre giorni dopo che era stata visitata al Pronto Soccorso del 'Santa Scolastica', è giunta ieri nel cassinate da Cesena: oggi i familiari procederanno alla nomina di un legale. Il racconto delle ultime ore di vita della ragazza

Morte sospetta, il compagno e la sorella di Sofja: "Vogliamo la verità"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 21-07-2025 12:33 - Tempo di lettura 3 minuti

"Voglio verità per la morte della mia compagna". È con queste parole che Stefano Iannetta chiede giustizia per Sofja Rossi, la donna di 31 anni deceduta improvvisamente a Pignataro Interamna pochi giorni dopo aver lasciato il pronto soccorso dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino. A Sofja era stata diagnosticata una contrattura alla scapola, una diagnosi che il compagno ritiene insufficiente a spiegare i tragici eventi successivi.

Stefano e Sofja non erano solo compagni nella vita, ma anche nel lavoro. Insieme, avevano costruito un'attività agricola a Pignataro Interamna, un impegno che li vedeva protagonisti nei mercati settimanali e titolari di un negozio di frutta e verdura nel comune di San Giorgio a Liri. Una quotidianità fatta di duro lavoro e progetti, bruscamente interrotta dalla tragedia.

Il tutto è iniziato il 14 luglio: secondo quanto racconta il marito, Sofja accusava da giorni dolori intensi alla scapola e al collo, accompagnati da vomito, intorpidimento del braccio sinistro e incontinenza. Sintomi che, a detta di Stefano, avrebbero dovuto far sospettare una problematica di natura cardiaca o vascolare. Il compagno di Sofja ha raccontato invece che al Santa Scolastica non le sarebbero stati eseguiti tutti gli esami e che l'ospedale non era attrezzato per una risonanza magnetica, esame comunque consigliato dai medici.

Purtroppo, giovedì sera, la situazione è peggiorata all’improvviso: Sofja ha avuto un crollo inaspettato. Stefano l'ha trovata agonizzante sul divano, con il volto annerito e il respiro rantolante. Nonostante il tentativo di rianimazione da parte dei sanitari del 118, durato oltre 40 minuti, per la giovane donna non c'è stato nulla da fare. 

La salma da subito è stata posta sotto sequestro e in giornata verrà affidato l'incarico per effettuare l'autopsia. I Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo sono stati immediatamente allertati e hanno avviato le indagini: la Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Stefano non si arrende e chiede che sia fatta piena luce su quanto accaduto, affinché vengano accertate eventuali responsabilità mediche. "Non è una cosa facile da spiegare: se la vivi la capisci, altrimenti non è affatto facile", ha dichiarato al nostro giornale. I familiari di Sofja, giunti ieri sera da Cesena, provvederanno oggi alla nomina del legale per sporgere denuncia.

La giovane viveva a Pignataro dal 2021: in precedenza aveva vissuto a San Martino in Villafranca e a Villafranca, poi in centro a Forlì.  La gemella Sonja, l’altra sorella Tanja, il padre Miller e lo zio hanno raggiunto ieri sera la casa dove la ragazza viveva con Stefano, all'ombra della millenaria abbazia di San Benedetto. “Era fierissima di quello che stavano facendo, mi aveva parlato fra l’altro della coltivazione del tabacco che avevano avviato”, racconta la gemella Sonja, incredula e sgomenta per l’accaduto.

Era in stretto contatto con Sofja, che le aveva raccontato dei violenti dolori al collo e alla schiena che mercoledì prima dell’alba l’avevano costretta a farsi portare all’ospedale di Cassino. Fra l’altro le fitte le provocano anche conati di vomito che le rendevano persino molto faticosa la respirazione. “Mi ha detto che al pronto soccorso le erano stati somministrati forti antidolorifici”, spiega Sonja.

Per fare chiarezza su quanto accaduto nella giornata di giovedì all’ospedale Santa Scolastica, la Asl ha annunciato che avvierà un audit interno. Intanto, la comunità di Pignataro si è subito stretta intorno alla famiglia della vittima, a Cassino il caso è invece diventato ‘politico’ con i consiglieri dell’opposizione civica Evangelista, Incagnoli e Sebastianelli che chiedono “risposte immediate per il pronto soccorso dell’ospedale di Cassino”, spiegando che “si tratta della quarta morte sospetta in appena tre mesi”.





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