Cronaca - Il sindaco della città martire, dopo la telefonata al collega ha inviato anche una missiva al primo cittadino del comune siciliano e ha aggiunto: "Colgo anch'io l'occasione per invitarti a venire a visitare la nostra bella città, ricca di storia, sede della gloriosa abbazia di Montecassino e di una Università che, in coerenza con lo spirito ospitale dei cassinati, è aperta anche alla frequenza di moltissimi studenti stranieri"
"Dopo la gradita telefonata ricevuta ieri, stamani Enzo Salera, il sindaco di Cassino, ha inviato una lettera ufficiale con la quale si scusa - con me e con tutti i cittadini corleonesi - per l’infelice battuta di qualche giorno fa.
A nome della città, apprezzo molto questo gesto e rinnovo al collega l’invito a venirci a trovare e a scoprire la nostra Corleone. Considero di conseguenza chiuso l’”incidente” delle scorse ore".
Lo dice in una nota il sindaco di Corleone, Walter Ra, di seguito il testo della lettera inviata ieri dal sindaco di Cassino Enzo Salera.
Carissimo collega, dopo la nostra cordiale chiacchierata telefonica di ieri, avverto comunque l'opportunità, anzi il dovere istituzionale di scriverti questa mia lettera in riferimento alla tua dichiarazione pubblica nella quale ti duoli dell'accostamento, in negativo, da me fatto alla tua città. Dico subito che il ricorso a quel paragone, "Cassino non è Corleone", è avvenuto durante un incontro in Comune con alcuni esercenti di bar del centro cittadino, luogo della movida.
Lo scopo principale del mio dire, coinciso con uno di quei momenti di amarezza che ad un sindaco non mancano mai, era di ridimensionare l'allarme sulla sicurezza e respingere la palese strumentalizzazione del problema da parte non solo degli immancabili catastrofisti, ma anche di taluni che, permanentemente animati, purtroppo, dal "tanto peggio, tanto meglio", concepiscono la politica, ancor più quella amministrativa, solo come scontro permanente.
Riguardo a quel paragone da me richiamato, si è trattato di una metafora inopportuna e sbagliata, lo riconosco, di cui faccio ammenda. Ti assicuro, però, che non era assolutamente nelle mie intenzioni non solo accomunare, ma neanche accostare i cittadini di Corleone "ad un passato sicuramente oscuro, ma ormai lontano", per riprendere le parole da te scritte in un passo della tua lettera pubblica. Che oggi la tua cittadina non sia più quella, ma sia una comunità "tranquilla e pacifica", non può che farmi piacere. Mi spiace, quindi mi scuso, per aver turbato la sensibilità, in primis, dei tuoi concittadini e, poi, tua, con quella mia espressione. Non era cosa assolutamente nelle mie intenzioni. Quanto al resto, colgo anch'io l'occasione per invitarti a venire a Cassino, a visitare la nostra bella città, ricca di storia, sede della gloriosa abbazia di Montecassino e di una Università che, in coerenza con lo spirito ospitale dei cassinati, è aperta anche alla frequenza di moltissimi studenti stranieri.