Cronaca - L’appello della CGIL dopo i dati shock di Codici: con il diesel a 2,18 euro, le famiglie della provincia di Frosinone rischiano una stangata da 70 euro al mese. Richiesta l'estensione del lavoro agile nei Comuni
Non è solo una questione di cifre sui tabelloni delle stazioni di servizio, ma una vera e propria emergenza sociale che sta colpendo duramente le tasche delle famiglie ciociare. Mentre il prezzo del diesel schizza a livelli record, superando i 2,18 euro al litro, dalla FP CGIL Frosinone Latina arriva una proposta netta alle amministrazioni locali: estendere il lavoro agile per salvare gli stipendi dei dipendenti pubblici.
L'analisi dell'associazione Codici fotografa un quadro inquietante. Rispetto all'inizio di marzo, il prezzo della benzina è salito del 2,5%, ma è il diesel a segnare un balzo spaventoso del 16,5% (passando da 1,875 €/l agli attuali 2,185 €/l in modalità self). Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno annullando ogni speranza di tregua sui prezzi, con ripercussioni dirette sul carrello della spesa.
Secondo le proiezioni, l’inflazione galoppante legata ai trasporti si tradurrà in una spesa aggiuntiva per ogni famiglia tra i 50 e i 70 euro al mese. Su base annua, la "tassa carburanti" peserà fino a 840 euro, un colpo insostenibile per molti nuclei del territorio.
In questo scenario, la Segretaria provinciale della FP CGIL Frosinone Latina, Maria Carmen Falstaffi, ha inviato una nota urgente alla Provincia di Frosinone e ai Comuni del territorio. La richiesta è chiara: potenziare il ricorso allo smart working per tutte le mansioni che non richiedono la presenza fisica.
"L’aumento del costo dei carburanti sta scaricando i suoi effetti sulle lavoratrici e sui lavoratori pubblici che garantiscono i servizi essenziali," dichiara Falstaffi. "Il lavoro agile deve essere letto come uno strumento di tutela e di responsabilità organizzativa.
I dipendenti arrivano da un rinnovo contrattuale che abbiamo ritenuto insufficiente; se a salari già inadeguati sommiamo i costi proibitivi per raggiungere il posto di lavoro, il problema diventa pesantissimo."
Oltre alla protezione del potere d’acquisto dei lavoratori, la CGIL sottolinea come lo smart working rappresenti una mossa vantaggiosa anche per le casse comunali: meno dipendenti in sede significa infatti un contenimento dei consumi energetici degli uffici pubblici (luce, riscaldamento, climatizzazione) e una riduzione del traffico veicolare sulle già congestionate arterie provinciali.
"Difendere chi lavora nel pubblico significa difendere la qualità dei servizi resi ai cittadini," conclude la Segreteria. Ora la palla passa ai sindaci della provincia e a Palazzo Iacobucci: la sfida è conciliare l'efficienza amministrativa con la sopravvivenza economica di chi, ogni giorno, deve scegliere se fare il pieno o pagare le bollette.
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