Attualità - Il Vescovo Antonazzo, le autorità comunali e gli ex alunni commossi durante la cerimonia presso il Memorial a lui dedicato, all’altezza dell’ingresso del San Raffaele. L'appello: “La pace ha bisogno anche di queste testimonianze di solidarietà sociale”
Il 66° anniversario della morte di Padre Giovanni Minozzi è stato commemorato, questa mattina, presso il Memorial a lui dedicato, all’altezza dell’ingresso del San Raffaele. Una corona di alloro è stata deposta alla base dell’opera sulla quale è stata affissa una targa che
Magistralmente organizzata dall’ex alunno dell’istituto Antoine Tortolano, la manifestazione ha visto la partecipazione di numerose autorità. Per il Comune il vicesindaco Gino Ranaldi e la consigliera Mercedes Galasso, poi il Vescovo Gerardo Antonazzo, il presidente dell’opera nazionale Mezzogiorno d’Italia, don Savino D’Amelio, e il presidente emerito don Michele Celiberti, il segretario generale dei “discepoli” Cesare Faiazza, il presidente degli ex alunni dell’ istituto “Padre Minozzi”, Ciro Minucci. I piccoli della scuola dell’infanzia “I Care” di San Giorgio a Liri, con le loro maestre e la direttrice Maria Rosaria Guida, hanno reso con i loro canti l’atmosfera più leggera e gioiosa.
L’avv. Ranaldi ha portato il saluto del sindaco Salera, impegnato a Bologna al convegno nazionale dell’Anci, ed ha sottolineato l’opera meritoria di don Giovanni Minozzi, “nobile figura di uomo e di sacerdote – ha detto – grazie alla quale opera molti ragazzi orfani, figli
di famiglie a quel tempo in stato di bisogno, hanno potuto qui studiare ed essere sostenuti in un periodo delicato della loro vita”.
Il presidente degli ex convittori del “Padre Minozzi”, Ciro Minucci, ha definito il sacerdote “apostolo della Carità” per il quale la costruzione dell’Istituto con annesso convitto fu un assillo costante. “Era la primavera del 1949 – ha ricordato – quando fu posta la prima
pietra in questa struttura che ospitò tanti di noi, ragazzi, molti dei quali rischiavano di perdersi, invece trovarono qui il luogo ove costruire il proprio futuro”.
Don Savino Damelio ha ringraziato l’Amministrazione comunale per l’aggiunta “di questa targa che serve a perpetuare e rafforzare il ricordo dell’insegnamento di questo grande uomo e religioso quale fu don Giovanni”, ha detto. Il Vescovo Antonazzo, che ha preso la parola dopo la benedizione della nuova targa, “che significa benedire l’opera di don Giovanni Minozzi”, ha rilevato. “Mentre oggi parliamo di pace – ha aggiunto - dobbiamo ricordare che la pace ha bisogno anche di queste testimonianze. In ogni forma noi oggi siamo chiamati a quella che va sotto il nome di “solidarietà sociale. Con un piccolo gesto possiamo dimostrare di occuparci dei problemi di tanti altri. La città di Cassino, facendosene memoria, se ne fa anche testimone”.
Gli ex alunni, ora un po’ avanti negli anni, si sono poi ritrovati per un appuntamento culinario presso l’Area Varlese per un “impegno culinario”, e per rinnovare i tanti ricordi dell’ “ l’età più bella”, come è stata definita.
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