Crisi Stellantis, il sindaco Salera scrive a Meloni: "Non si può vivere di cassa integrazione"

Economia - La missiva del presidente della Consulta alla Premier: "Il Gruppo sfugge al confronto, anche nei tavoli al Ministero. Intanto l'incertezza sta colpendo duramente non solo gli operai, ma anche le aziende dell'indotto e le attività commerciali locali"

Crisi Stellantis, il sindaco Salera scrive a Meloni: "Non si può vivere di cassa integrazione"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 12-03-2026 12:51 - Tempo di lettura 2 minuti

Una lettera urgente e accorata è stata inviata oggi, 12 marzo 2026, dal Sindaco di Cassino e Presidente della Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale, Enzo Salera, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Al centro dell'appello, la crisi produttiva dello stabilimento Stellantis, che rischia di trasformarsi in una "emergenza sociale e occupazionale" senza precedenti per tutto l’indotto e il tessuto economico del territorio.I numeri della crisi

La situazione descritta dal Sindaco è allarmante: nei primi due mesi del 2026, l’attività produttiva si è ridotta a soli 12 giorni di lavoro. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, un tempo misura temporanea, è diventato ormai una condizione "strutturale e ordinaria". "Non si può vivere di cassa integrazione", avverte Salera, sottolineando come l’incertezza stia colpendo duramente non solo gli operai, ma anche le aziende dell'indotto e le attività commerciali locali.

Il Sindaco, facendosi portavoce dei 31 colleghi della Consulta dei Sindaci, denuncia un Gruppo industriale che "sfugge al confronto", come accaduto recentemente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nella missiva viene richiesto con urgenza un intervento politico forte e immediato per ottenere: piani industriali verificabili e investimenti concreti per garantire la continuità produttiva, evitare che il territorio venga sacrificato in riorganizzazioni decise altrove, l'attivazione di un tavolo che coinvolga azienda, sindacati ed enti locali.

Mentre si attende un riscontro da Palazzo Chigi, la città si prepara alla grande manifestazione del 20 marzo a Cassino. La mobilitazione, che vede uniti tutti i sindacati e l'adesione di quasi tutti i partiti politici, punta a far sentire la voce di un'area geografica che non accetta di essere esclusa dalle decisioni che riguardano il proprio destino industriale e la dignità dei propri lavoratori.

"Se davvero esiste una transizione industriale, qualcuno spieghi dove stanno andando lavoro, competenze e dignità", conclude il Sindaco, ribadendo che la vertenza del Cassinate rappresenta un nodo centrale per l'intera crisi dell'automotive nazionale.





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