Economia - Muro delle proprietà sugli ammortizzatori sociali nonostante l'interesse di Napoli Uno per il rilancio di Pomigliano e Cassino. Il monito di Gennaro D’Avino della Uilm: "Non accettiamo soluzioni parziali, il 20 marzo la risposta dei lavoratori"
La vertenza che coinvolge le imprese Trasnova, Logitech e Teknoservice ha raggiunto un punto di estrema tensione dopo l'incontro odierno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove le aziende hanno confermato la propria indisponibilità a utilizzare gli ammortizzatori sociali e a ritirare i licenziamenti collettivi.
Questa chiusura netta è stata accolta con fortissimo biasimo dalle sigle sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGLM e AQCFR, che denunciano una totale noncuranza verso il destino di decine di famiglie, specialmente a fronte di situazioni paradossali come quella di Teknoservice, che risulta aver acquisito nuove attività in subappalto proprio nella provincia di Frosinone senza però offrire alcuna ricollocazione ai lavoratori in esubero.
In questo contesto, Gennaro D'Avino della UILM ha ribadito che non è accettabile che l'azienda scelga la strada più semplice a discapito dei lavoratori, ricordando che le imprese hanno un dovere morale e sociale verso il territorio e verso chi ha contribuito alla loro crescita.
Nonostante il muro alzato dalle proprietà, il tavolo ministeriale ha però palesato alcune prospettive di reindustrializzazione: l'impresa di logistica Napoli Uno si è detta infatti interessata ad assumere immediatamente una ventina di lavoratori nelle sue sedi operative tra Caserta, Gricignano di Aversa, Casoria e Milano, manifestando inoltre la volontà di espandere le proprie attività prioritariamente a Pomigliano attraverso un'interlocuzione già avviata con la Regione Campania.
Oltre a questa proposta, il Mimit ha riferito dell'interesse di altri due potenziali investitori pronti a insediarsi a Cassino e nella stessa Pomigliano. Sebbene queste aperture siano segnali incoraggianti che dimostrano l'esistenza di alternative industriali concrete, D'Avino avverte che una soluzione parziale non può bastare e che serve un intervento deciso delle istituzioni per garantire un percorso di tutela integrale.
La richiesta sindacale resta dunque ferma sul ritiro dei licenziamenti e sull'attivazione della cassa integrazione, necessaria per verificare con serietà la solidità delle proposte di Napoli Uno e dare ai lavoratori la possibilità di candidarsi alle nuove postazioni. Difendere l'occupazione in questa vertenza significa difendere il futuro della comunità e, proprio alla luce della rigidità aziendale odierna, la manifestazione già indetta per il prossimo 20 marzo assume un significato ancora più profondo e determinante per il successo della lotta sindacale.