"Diamo un calcio alla crisi": scendono in campo anche i tifosi del Cassino Calcio

Economia - La mobilitazione per lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano del 20 marzo diventa un movimento di popolo: civici e tifoseria organizzata si uniscono ai sindacati per difendere l'economia del territorio. Questa mattina l'adesione del gruppo Squeti e del comitato civico "Per Esperia"

"Diamo un calcio alla crisi": scendono in campo anche i tifosi del Cassino Calcio
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 09-03-2026 16:51 - Tempo di lettura 2 minuti

La mobilitazione per il futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino e dell’intero indotto non è più solo una questione sindacale o politica, ma sta diventando un vero e proprio movimento di popolo. Dopo l'adesione dei principali partiti, il fronte della manifestazione del 20 marzo continua a crescere, accogliendo nuove e significative realtà del tessuto sociale e civile.

Tra i nuovi ingressi spicca quello del Comitato Civico "Per Esperia", che ha confermato la propria presenza per ribadire come la crisi dell'automotive colpisca indistintamente tutto il basso Lazio. "La crisi non riguarda solo i cancelli della fabbrica, ma coinvolge l'intero tessuto economico, dalle aziende dell'indotto alle piccole attività commerciali," dichiarano dal Comitato.

Con centinaia di famiglie in bilico tra cassa integrazione e incertezza, il Comitato sottolinea la necessità di unità per difendere la dignità del lavoro e garantire un futuro alle nuove generazioni.

La sorpresa di questa mattina è arrivata dal mondo dello sport e dell'associazionismo locale. Gli Ultras e i tifosi del Cassino hanno ufficialmente dato la loro adesione alla giornata di protesta. I rappresentanti del tifo organizzato — tra cui Ernesto Massaro, Giuliano Giuseppe e il gruppo Squeti — hanno comunicato la loro partecipazione direttamente al segretario provinciale della Uilm, Gennaro D’Avino.

Questa alleanza insolita ma potente testimonia quanto il destino della fabbrica sia legato a doppio filo all'identità stessa della città di Cassino. La manifestazione del 20 marzo si preannuncia dunque come un momento di rottura rispetto al passato. In piazza non ci saranno solo le tute blu, ma una coalizione eterogenea composta da: sindacati e lavoratori in lotta per il piano industriale, partiti politici e amministratori locali, comitati civici territoriali, tifoserie organizzate, a difesa del simbolo economico della città.

L'obiettivo è unico: chiedere chiarezza sul futuro produttivo, nuovi investimenti e la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro che rappresentano il polmone finanziario del Cassinate.





Articoli Correlati


cookie