Opinioni - L’8 marzo torna ogni anno con lo stesso copione: mimose, slogan, cene a tema, frasi di circostanza ripetute con l’aria di chi compie un dovere civile. Si chiama “festa della donna”. Ma forse il problema comincia proprio da qui: dalla parola festa. Festeggiare e celebrare non sono la stessa cosa. E non è una sottigliezza da dizionario
Festeggiare o celebrare? La differenza non è solo nelle parole. L’8 marzo torna ogni anno con lo stesso copione: mimose, slogan, cene a tema, frasi di circostanza ripetute con l’aria di chi compie un dovere civile. Si chiama “festa della donna”. Ma forse il problema comincia proprio da qui: dalla parola festa. Festeggiare e celebrare non sono la stessa cosa. E non è una sottigliezza da dizionario.
Festeggiare significa segnare un momento di allegria, un’occasione conviviale, un evento che si consuma nello spazio di qualche ora. È il linguaggio dei compleanni, delle ricorrenze, dei brindisi. È un gesto leggero, spesso rituale. Celebrare è tutt’altra cosa. Celebrare significa riconoscere un valore, ricordarne il significato, rendergli onore con la consapevolezza che ciò di cui si parla non si esaurisce in una giornata. La differenza non è soltanto linguistica. È culturale.
Quando una società festeggia, spesso si concede una pausa simbolica. Quando invece celebra, riconosce qualcosa che riguarda la propria coscienza collettiva.
Per questo motivo ridurre l’8 marzo a una festa rischia di essere una semplificazione che non rende giustizia alla storia e al significato di questa giornata, nata per ricordare le lotte delle donne per il lavoro, per la dignità e per i diritti. La dignità delle donne non è un evento annuale.
Non è una ricorrenza che si esaurisce tra una mimosa e una frase di circostanza. È una questione che riguarda il modo in cui una società si guarda allo specchio ogni giorno: nel linguaggio, nel rispetto reciproco, nella capacità di riconoscere l’altro non come simbolo da celebrare per ventiquattro ore, ma come persona.
Per quanto mi riguarda, le donne meritano di essere celebrate, non semplicemente festeggiate. Perché ciò che ha valore non ha bisogno di una data sul calendario per essere riconosciuto. Ha bisogno di essere rispettato, ogni giorno.
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