Cervaro, Gaglione rompe il silenzio: "Dimissioni per dignità, tradita la visione della città"

Cassinate - L'ex assessore alla Cultura spiega l'addio alla giunta Marrocco con un lungo sfogo: "Promesse non mantenute e periferie ignorate. Non credo più in questo progetto"

Cervaro, Gaglione rompe il silenzio: "Dimissioni per dignità, tradita la visione della città"
di Redazione - Pubblicato: 11-02-2026 13:53 - Tempo di lettura 4 minuti

Dopo le dimissioni a sorpresa dalla carica di assessore alla Cultura del Comune di Cervaro, Luigi Gaglione ha affidato a un lungo post su Facebook le ragioni della sua decisione.  Una presa di posizione, quella di rassegnare le dimissioni dalla giunta del sindaco Ennio Marrocco, che ha definito come “una scelta compiuta con un senso profondo di responsabilità, con lealtà e con amore sincero per la Città”.

"È trascorsa più di una settimana da quando ho restituito le deleghe di Assessore alla Cultura nelle mani del Sindaco. Ho voluto che il tempo depositasse le emozioni, per poter spiegare questa decisione con serenità e senso di responsabilità. Questa non è una resa." - ha esordito Gaglione.

Tuttavia, non si è trattato di un dietrofront improvviso, anzi: "È una decisione maturata nel tempo, come accade quando due persone condividono un percorso, fanno progetti, immaginano un futuro comune. All’inizio c’è entusiasmo, fiducia, visione. Poi, lentamente, qualcosa si incrina: promesse non mantenute, parole svuotate di senso, decisioni prese senza confronto.

Si prova a ricucire, si insiste, si spera. Quando si prende sul serio una relazione – politica o umana – non si interrompe tutto alla prima difficoltà. Ho scelto di restare, di attendere, di uniformarmi alle decisioni per dimostrare compattezza e senso di responsabilità nella maggioranza, anche accettando tempi sempre più lunghi. L’ho fatto con lealtà e pazienza, convinto che il confronto potesse ancora maturare. Ma una relazione vive solo se lo sforzo è reciproco. Quando ho compreso che i passi erano compiuti sempre e soltanto in una direzione, ho capito che continuare avrebbe significato rinunciare al rispetto di me stesso. È in quel momento che ho scelto di fermarmi." - ha aggiunto. 

A chi criticava il fatto di aver scelto un momento poco adatto per dimettersi (ossia a ridosso delle elezioni), ha risposto: "il momento giusto è sempre soggettivo. Ciò che mi rende sereno è averlo fatto guardandoci negli occhi, con dignità, senza fughe e senza scorciatoie. Sono entrato in Consiglio Comunale a 23 anni con la passione che mi accompagna fin dall’università. Cinque anni fa citai l’articolo 54 della Costituzione: chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di svolgerle con disciplina ed onore. Per me non è mai stata una formula, ma una promessa. Una promessa mantenuta ogni giorno, senza orari, senza risparmiarmi, spesso andando oltre le mie competenze".

Tuttavia, il giovane consigliere ha assicurato che "il lavoro non è mai mancato. La dedizione è la stessa di allora, forse persino più forte. Eppure oggi guardare Cervaro e non riconoscerla nella visione che avevo – più giusta, più aperta, più attenta – fa male. Fa male soprattutto pensando a ciò che si poteva fare e non si è fatto. La macchina amministrativa è complessa e lenta.

Ma quando al peso della burocrazia si aggiunge la chiusura al confronto, quando il lavoro viene sminuito e le energie spente, viene meno ciò che dovrebbe essere alla base di ogni esperienza politica: fiducia reciproca, lealtà, condivisione. La convenzione con la fabbrica del territorio, votata all’unanimità, prevedeva un programma di asfaltatura omogeneo, dal centro alle periferie. Quel programma non è stato rispettato.

La programmazione è avvenuta secondo un criterio unilaterale, ignorando le richieste delle periferie che noi portavamo in Consiglio. Anche questo è amministrare male: scegliere chi ascoltare e chi ignorare. A questo si è aggiunta una comunicazione a senso unico. Una sola voce, esclusiva, che non lasciava spazio agli altri amministratori":

Gaglione ha poi voluto ricordare i suoi traguardi politici, come quando con Lazio Disco, di cui è stato presidente della Consulta Regionale degli studenti, ha donato "oltre 5.000 volumi alla Biblioteca di Cervaro. Un risultato importante, frutto di impegno e relazioni costruite nel tempo, che non mi è mai stato consentito raccontare pubblicamente. Ho provato a trasformare la biblioteca in un luogo vivo, di incontro e di crescita. Poi, lentamente, quello spazio è stato soffocato" - ha sottolineato Gaglione. 

"Voltandomi indietro provo amarezza. Non servivano rivoluzioni: bastavano imparzialità, franchezza, amore autentico per la cosa pubblica. Non credo più in questa visione di città. Ne avevo un’altra. In cinque anni sono riuscito a realizzarla solo in parte, e questo pesa. Pesa perché ci ho creduto davvero. Questa decisione non è stata presa a cuor leggero. Era nel mio cuore da tempo. Non per ambizione personale. Non per egoismo. Non per miopia. Nasce dal rispetto per me stesso e per una generazione che mi ha dato fiducia."

"Amministrare è responsabilità, fatica, verità. Non so cosa farò domani. So che sarò sempre dalla stessa parte: dalla parte di chi ama Cervaro.Per me, e per la mia generazione, questo non deve essere la fine di un sogno, ma l’inizio di uno sguardo più ampio. Con fame, coraggio e passione i sogni si costruiscono. Le città non sono solo il risultato delle scelte sbagliate.

Sono anche possibilità in attesa di chi decide di rimetterle al centro. Il futuro non si aspetta. Si costruisce" - ha concluso l'ex assessore alla Cultura. E ora c'è grande curiosità su quelli che saranno i suoi prossimi passi, sopratutto in vista delle imminenti elezioni amministrative.





Articoli Correlati


cookie