Politica - I consiglieri Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli alzano la voce contro un clima di "mancanza di rispetto ed educazione", denunciando "atti mancanti" e una "gestione teatrale" delle sedute
"Quello che è accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale non ha nulla a che vedere con la democrazia. Qui non si tratta più di opinioni diverse, ma di rispetto e di educazione – politica e umana. Qualcuno ha dimenticato che in consiglio comunale siedono tutti coloro che hanno, oltre i voti, anche i requisiti di legge, nessuno escluso"
A parlare sono i consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli che spieganoo: "Da oltre un anno, come gruppo civico, subiamo attacchi personali in aula, ma pare che ormai questo sia il nuovo stile di gestione: si vota senza documenti, si discute senza ascolto e si governa a colpi di arroganza.
Il sindaco, evidentemente esasperato dal nostro puntuale richiamo alle regole, ci invita ironicamente a diventare dei maghi per trovare atti e documenti che, per legge, dovrebbero essere allegati e disponibili a tutti i consiglieri. Nel frattempo, il segretario comunale si alterna tra il ruolo di dirigente e quello di arbitro politico, con una prontezza che fa quasi invidia a certi trasformisti di palcoscenico.
Ma non è più una questione di democrazia. È una questione di serietà. Gli atti devono essere trasparenti, accessibili, completi. E invece ci si aggrappa a cavilli per giustificare l’ingiustificabile, mentre la gestione delle sedute assomiglia più a una rappresentazione teatrale che a un’assemblea cittadina.
La scena più triste? Vedere consiglieri uscire dall’aula in silenzio, uno alla volta, per compiacere il duo sindaco-presidente, e ritrovarli poco dopo a mangiare una pizza in un locale che non è neanche un ristorante. Tutto questo proprio prima della discussione su una mozione dedicata alla sicurezza della villa comunale, cioè alla storia stessa della città.
La politica non è un hobby, né un’occasione per farsi vedere. È un servizio. E chi non ha rispetto per le regole, per gli atti e per chi li rappresenta, dimostra solo una cosa: di non essere all’altezza del ruolo che ricopre".
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