Opinioni - Camminare sereni lungo le strade del centro anche dopo il tramonto, questo il desiderio dei residenti della Città Martire, che non ha bisogno di essere militarizzata, ma resa più sicura, il bene di Cassino non dovrebbe avere colore politico
di Maria Palumbo*
La sicurezza della nostra città non dovrebbe divenire uno slogan politico o una bandierina da sventolare, perchè così si perde di vista l'obiettivo reale: la sicurezza vissuta dai cittadini ogni giorno tra Corso della Repubblica e i quartieri popolari. Il dibattito di questi giorni si è animato tra chi invoca l'operazione "Strade Sicure" come panacea di tutti i mali e chi grida ad una deriva per la presenza dell'Esercito nelle strade.
Nel mezzo ci sono i residenti, che chiedono semplicemente di camminare senza timore dopo il tramonto. La cosa che ci preoccupa è che il tanto invocato Esercito, ammesso che possa realmente sortire un qualche effetto, diventi una specie di placebo, che non porta poi ad affrontare le questioni sottese alla problematica della sicurezza.
L'utilizzo dei militari dell'Esercito, infatti, può rassicurare nell'immediato, fermo restando che non si può certamente pensare di pattugliare l'intero territorio comunale e le periferie, quindi il rischio è quello di presidiare le zone centrali e spostare il problema sulle periferie.
Ma il bisogno vero e reale è una riforma strutturale del controllo del territorio. Invocare i soldati significa ammettere che il tessuto civile si è strappato in modo irreparabile. È una medicina amara che cura il sintomo, ma lascia intatta la malattia. L’esercito può presidiare un angolo di strada, ma non può restituirci la gioia di vivere la città. Non può cancellare il degrado sociale, non può educare, non può riempire i vuoti lasciati da anni di distrazioni.
I soldati sono il "cerotto" su una ferita profonda che richiede, invece, una cura fatta di presenza, di visione e di amore per il territorio. Invece di discutere e contrapporsi sulla presenza dei soldati, perchè non discutere di come richiedere un potenziamento organico di Polizia e Carabinieri sul territorio; incentivare l'installazione di telecamere e garantire il funzionamento di tutte con un monitoraggio in tempo reale.
Apriamo il dibattito su illuminazione e decoro urbano, aspetti che sono nelle possibilità e potenzialità di una amministrazione locale e che sicuramente aiutano a mettere un tassello verso una maggiore sicurezza. E' facile procedere per slogan o per tormentoni che fanno leva sul disagio e sulla frustrazione dei cittadini, ma dovremmo fare anche una operazione sincerità, nel senso di essere sinceri su cosa una amministrazione locale ha il potere di fare o no.
Azioni piccole, ma che nel loro insieme possono diventare determinanti e che sono nei poteri della amministrazione comunale, perchè su altri temi l'amministrazione può solo fare da portavoce, ma la competenza decisionale è di altri livelli di Governo. Inutile illudere i cittadini che si possano fare cose che non è in potere di fare nessun Sindaco, nemmeno il più volenteroso e non perchè non voglia, ma perchè esula dalle sue attribuzioni.
La sicurezza non si fa con i comunicati e con gli slogan, ma bisogna avere chiara una strategia che unisca prevenzione sociale e controllo del territorio. Trasformare Cassino in un fortino militare sarebbe la certificazione di un fallimento, non una vittoria. Cassino non vuole più tornare ad essere un campo di battaglia, ma una comunità che merita serenità e che merita una collaborazione costruttiva su tematiche che riguardano tutti noi.
Cassino non ha bisogno di essere "militarizzata", ha bisogno di essere abitata. La sicurezza non si misura solo dal numero di pattuglie, ma dalla fiducia di un anziano che può sedersi su una panchina o di un ragazzo che può vivere il centro senza incrociare lo sguardo dello spaccio o della violenza. Il bene di Cassino non dovrebbe avere colore politico.
Il nostro territorio sta affrontando diverse difficoltà, ma tutte ci stanno dicendo a gran voce che è giunto il momento di mettere mano al disagio sociale e alla percezione della sicurezza, che rischiano di aggravarsi con le difficoltà economiche che stanno colpendo il nostro territorio.
Non permettiamo che la nostra città venga raccontata solo per le sue connotazioni negative, come una città invivibile e pericolosa, diffondendo la sensazione di rischiare la vita solo uscendo di casa, è una esagerazione che non conduce da nessuna parte. Cassino ha una storia di rinascita scritta nel suo DNA. Non abbiamo bisogno di trasformare Corso della Repubblica in un checkpoint, ma di restituirgli la dignità di un salotto sicuro.
Facciamo, allora, un passo indietro rispetto alla propaganda e uno in avanti verso i cittadini, collaboriamo per un obiettivo comune oltre i colori politici e parliamo di cose che concretamente possono essere realizzate sul territorio. La sicurezza non è un favore che la politica concede in campagna elettorale, ma è un diritto, che passa anche dalle strade illuminate, da telecamere che funzionano, da una Polizia Locale valorizzata e dallo Stato che non si presenta solo per le emergenze, ma che resta qui, ogni giorno, a presidiare ogni angolo. Quando una madre ha paura di far uscire il figlio la sera, non c’è destra o sinistra che tenga: abbiamo perso tutti.
*PRC Cassino
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