Opinioni - Le ultime pagelle di Leggo Cassino confermano un trend preoccupante: mentre gli alleati occupano lo spazio del dibattito con una presenza costante, il primo partito d’Italia resta confinato in un’assenza ingiustificabile. Nicosia: "Chi vota FdI ha il diritto di pretendere una classe dirigente locale all’altezza delle sfide che Cassino ha davanti"
Ho letto con interesse le ultime “pagelle” di Leggo Cassino. Tra ironia e cronaca, emerge un dato chiaro: in questo momento, nel Consiglio comunale, a tenere acceso il dibattito è soprattutto la Lega. Gli altri, in larga parte, restano in panchina.
Non si tratta di stabilire se le posizioni della Lega siano sempre corrette o condivisibili. Spesso non lo sono. I toni sono eccessivi, le semplificazioni frequenti. Ma c’è un elemento che va riconosciuto: c’è una presenza. C’è, nel bene e nel male, un tentativo di occupare lo spazio del confronto politico.
Questo accade, però, anche perché altri quello spazio lo hanno lasciato vuoto. In particolare Fratelli d’Italia. Lo dico senza spirito polemico, anche perché parliamo della mia area politica. Proprio per questo sento il dovere di affrontare il tema senza ipocrisie.
Non è una questione di visibilità mediatica, perché una presenza politica, semplicemente, non c’è. Non si vedono comunicati, non si leggono prese di posizione, non emergono interventi pubblici sui temi che riguardano la città. Sul piano del dibattito politico e amministrativo, Fratelli d’Italia appare sostanzialmente assente.
Non si tratta di una fase passeggera o di una pausa momentanea. È una condizione che si protrae nel tempo e che rende difficile individuare un ruolo concreto svolto nel confronto cittadino. Quando si apre una discussione importante — sulla sicurezza, sul degrado urbano, sui servizi, sulle infrastrutture — il contributo di Fratelli d’Italia raramente emerge. Non si costruisce una proposta autonoma, non si prova a guidare il confronto, non si offre una visione alternativa.
E questo è un problema serio, soprattutto se si considera il ruolo che il partito ha oggi a livello nazionale.Parliamo della principale forza di governo del Paese, che rivendica una cultura della responsabilità, della concretezza, della serietà amministrativa. Proprio per questo, a livello locale, ci si aspetterebbe una presenza forte, competente, strutturata.
Invece, troppo spesso, l’impressione è quella di un partito ripiegato su se stesso, più attento agli equilibri interni che all’iniziativa politica. Più concentrato sulla gestione dell’esistente che sulla costruzione di un’alternativa credibile. Come se governare fosse qualcosa che riguarda il futuro, non il presente.
Ma la politica amministrativa non funziona così. Chi aspira a guidare una città deve prepararsi prima. Deve studiare i dossier, conoscere i problemi, frequentare gli uffici, confrontarsi con i tecnici, entrare nella complessità delle scelte. Deve esporsi, anche quando è scomodo.
Non basta attendere che gli errori degli altri creino spazio. Bisogna costruirlo. Nel dibattito attuale, paradossalmente, è una forza numericamente più piccola come la Lega a svolgere il ruolo di stimolo. Occupa uno spazio che altri hanno lasciato libero. Non perché sia più forte, ma perché è più presente.
E questo dovrebbe far riflettere. Perché quando un partito rinuncia sistematicamente a esercitare il proprio ruolo, finisce per perdere credibilità. Non per colpa degli avversari, ma per responsabilità propria. Il rischio è diventare una forza politica forte nei simboli e debole nei contenuti. Presente nelle appartenenze, meno nelle proposte. Riconoscibile nelle sigle, meno nelle idee e, alla lunga, questo si paga.
Questa non è una critica per dividere: è una richiesta di serietà. Perché chi crede in Fratelli d’Italia, chi lo vota, chi lo sostiene, ha il diritto di pretendere una classe dirigente locale all’altezza delle sfide che Cassino ha davanti.
La politica non è fatta di attese, è fatta di presenza, di studio, di lavoro quotidiano e allora la domanda resta, semplice e inevitabile:se non parli mai, se non ti esponi, se non costruisci un confronto vero, come pensi, domani: di governare?
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