Referendum giustizia, le parole di Fucci: "Separando i due CSM, hai creato un mostro"

Cronaca - Il Procuratore Capo della Repubblica di Cassino, durante la presentazione del libro di Luigi Del Vecchio presso la facoltà di Lettere dell'Unicas, ha illustrato le ragioni del sì e del no riguardo il referendum sulla riforma della giustizia, in programma il 22-23 marzo

Referendum giustizia, le parole di Fucci: "Separando i due CSM, hai creato un mostro"
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 05-02-2026 15:29 - Tempo di lettura 5 minuti

Ieri mattina, mercoledì 4 febbraio, presso la Bilblioteca Giorgio Aprea all'interno della palazzina di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Cassino, si è tenuta la presentazione del libro "Ostuni. Non mi cercare più", scritto dal Generale di Brigata della Guardia di Finanza Luigi Del Vecchio. 

Presenti all'evento, oltre all'autore del thriller, il magnifico rettore Marco Dell'Isola, il professor Maurizio Esposito e il Procuratore Capo della Repubblica di Cassino Carlo Fucci. A margine dell'evento, il prof. Esposito ha espressamente chiesto a Fucci di esprimere la sua opinione riguardante il referendum sulla riforma della giustizia del 22-23 marzo 2026. 

"Ho letto che Gianrico Carofiglio, conosciuto come scrittore ma anche autorevole magistrato, ha parlato di 'scassinamento della Costituzione'. Volevo capire dal punto di vista della percezione della giustizia questa separazione delle carriere della magistratura requirente e magistratura giudicante se può davvero rappresentare un valore aggiunto. Lei, che è un autorevole esponente della magistratura, cosa ne pensa?" - ha domandato il prof. Esposito. 

La risposta di Fucci è stata molto esaustiva. "Innanzitutto, non si tratta di una riforma della giustizia" - ha esordito. "Saremo chiamati a votare con sì o no la modifica di alcuni articoli della Costituzione, che hanno ad oggetto questi argomenti: punto primo, non più un solo Consiglio della Magistratura, come adesso, ma due CSM, uno per i giudici e uno per i Pubblici Ministeri, oltre alla modifica del sistema elettorale. Questo prevederà per i magistrati il sorteggio. Contemporaneamente, si prevede anche la separazione delle carriere. Si tratta - ha specificato il Procuratore Capo - di un referendum costituzionale, in cui non c'è bisogno di raggiungere un quorum".. 

"L'altro oggetto è la costituzione dell'Alta Corte di disciplina: oggi, la giustizia disciplinare è affidata allo stesso CSM. L'Alta Corte sottrae al Consiglio Superiore la giustizia disciplinare, che viene affidata dalla riforma a un organismo esterno. Questo è l'oggetto del referendum. La ragione del sì su questo tema è la modifica della separazione delle carriere. I sostenitori del sì ritengono che un giudice per essere terzo e imparziale debba avere una carriera diversa dal Pubblico Ministero e viceversa. Essi sotengono che la colleganza incida, porti il giudice ad essere condizionato poiché la richiesta (ad esempio di una misura cautelare o di scarcerazione) viene formulata da un collega. Aggiungono inoltre che il sistema penale accusatorio richieda la separazione delle carriere". 

"Ovviamente - ha sottolineato il Procuratore Capo - lo sdoppiamento del CSM è una conseguenza, perché carriere diverse devono essere amministrate diversamente, in quanto il Consiglio Superiore rappresenta un organo di rilevanza costituzionale che amministra il personale e garantisce l'indipendenza della magistratura. Dunque, è previsto un diverso sistema elettorale: con il sì ci sarà un consiglio superiore per i giudici, uno per i magistrati. Tuttavia, noi magistrati non siamo più ritenuti idonei a votare. Dunque, i nuovi giudici e pm saranno sorteggiati. Affido alle vostre considerazioni la valenza del sorteggio". 

Ma cosa si cela dietro l'argomentazione politica che sorregge l'idea del sorteggio? "L'esistenza delle correnti all'interno della magistratura e quindi la gestione delle correnti da parte del Consiglio Superiore. Con la loro forza, le correnti condizionano gli eletti e l'operato del CSM"  - ha spiegato Fucci. 
"In ogni caso, il consiglio o i consigli, se dovesse passare la riforma, sono formati da una componente di maggioranza togata e da una componente di minoranza politica, laica, eletta dal Parlamento. Si tratta pur sempre di un organo di rilevanza costituzionale, tanto è vero che la presidenza è affidata al Presidente della Repubblica, come lo sarà in caso di sdoppiamento. Sono queste sostanzialmente le ragioni del sì". 

Fucci ha inoltre sottolineato come egli stesso sia stato parte del comitato direttivo centrale dell'Associazione Magistrati, oltre che per sei anni Segretario Nazionale dell'Associazione Magistrati: il PM ha spiegato come le associazioni abbiano spesso chiesto modifiche.
"L'associazione può interloquire, può proporre, ma chi fa le scelte alla fine è sempre la politica e non sempre hanno avuto grande successo dal punto di vista dell'obiettivo che volevano raggiungere. Per quanto riguarda la separazione delle carriere e il condizionamento del giudice da parte del PM, al netto di casi patologici, è sufficiente andare a leggere i dati sulle percentuali di assoluzioni rispetto alle condanne richieste dai pubblici ministeri: più dell'80%. Basta questo dato per smentire i sostenitori del sì" - ha proseguito Fucci. 
"Inoltre, c'è un altro dato: non è vero che il sistema accusatorio esiga la separazione delle carriere: se si vuole rafforzare ulteriormente l’autonomia, la terzietà del giudice rispetto al PM, non bisogna cambiare la Costituzione, ma le norme che regolano il processo". 

Inoltre, secondo il Procuratore, "la separazione delle funzioni, non delle carriere, nei fatti già esiste, grazie alla riforma Cartabia di due anni e mezzo fa". La separazione delle carriere avvicinerebbe il magistrato alla figura del "super-poliziotto". 
"Con la riforma Vassalli" - ha aggiunto Fucci - "ci fu una conquista di civiltà da parte del nostro Paese. Questo perché prima di questa riforma, il PM non poteva intervenire nelle indagini della polizia giudiziaria, era un sistema poliziesco e inquisitorio. Il magistrato, garante del diritto, deve intervenire subito". 

"Qualcuno sembra non comprendere che separando i due CSM e consentendo ai PM di autogestirsi, hai creato un mostro, che non risponde a nessuno" - questo il pensiero di Carlo Fucci. 
"Secondo i sostenitori del sì, i magistrati sono in grado di giudicare tutti, dunque sapranno anche come gestire un organo di alto governo": non è dello stesso avviso il Procuratore Capo della Repubblica che ammette: "No, non siamo tutti in grado. La storia giudiziaria ci dimostra che bravi giuristi, capaci di scrivere sentenze stupende, si siano dimostrati incapaci dal punto di vista organizzativo".

Infine, ha concluso Fucci, "il Consiglio Superiore è il garante dell’indipendenza della magistratura: non è un privilegio del singolo magistrato, ma uno strumento affinché tutti siano uguali davanti alla legge, E c'è uno stretto collegamento tra il ruolo del Consiglio Superiore e la Corte Costituzionale. Se si introduce un sistema che in qualche modo consente al potere politico di condizionare quell'organo giurisdizionale che può sollevare, avete svuotato anche la Corte Cosituzionale di questo ruolo fondamentale.

Con il sì, il PM diventerebbe autoreferenziale e non risponderebbe nemmeno al giudice sul piano dell'organizzazione. I risvolti sono individuabili: anche in altri Paesi, il Ministro della giustizia, con le sue circolari, può dire sì o no: ma è chiaro che al ministro non interessa il piccolo truffatore. Anche in buona fede, lascia delle perplessità su ciò che uno ci vuole fare".





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