Pagelle - Dopo le pagelle di fine anno, tornano oggi le pagelle della domenica: facciamo il punto sul mese appena trascorso tra Congresso del Pd, elezioni provinciali alle porte e crisi Stellantis che resta sotto i riflettori solo grazie alla tenacia dei sindacati che venerdì sono tornati a marciare uniti e compatti, con un unico coro: "Cassino non si tocca!"
Provinciali, Congresso dem e Stellantis, ecco il termometro politico di Cassino: il punto sui promossi e i bocciati tra chi studia da leader, chi conta i voti e chi resta a guardia della fabbrica
PIETRO PACITTI
Mentre il centrodestra locale gioca a fare le belle statuine, lui ha deciso che restare fermi è un lusso che Noi Moderati non può permettersi. Il Segretario Provinciale ha siglato un patto d'acciaio con Fratelli d'Italia per le provinciali, muovendosi con la rapidità di un centometrista e lasciando Forza Italia a guardare l’orizzonte, sola e un po' isolata. In una Ciociaria dove il consenso è fluido, Pacitti sta piantando bandierine ovunque, raccogliendo adesioni come figurine rare. Non è solo politica, è occupazione sistematica dello spazio vitale.
VOTO 7 – L’Isolazionista (degli altri).
FERNANDO CARDARELLI
Se il PD provinciale fosse una nave in tempesta, Cardarelli sarebbe l'ingegnere che ripara i motori mentre tutti gli altri litigano sul colore delle scialuppe. Ha gestito il tesseramento con la precisione di un orologiaio svizzero, portando la barca fino al congresso senza falle. È riuscito nell'impresa quasi impossibile di gettare acqua sul fuoco tra il sindaco Salera e i vertici provinciali, confermandosi il vero baricentro di Area Dem nel Cassinate. Domenica si chiude il cerchio provinciale, poi toccherà ai circoli: e a Cassino, il trono della segreteria sembra avere già le sue misure.
VOTO 8 – Lo Stoico del Sud.
LUCA FARDELLI
Chi pensa che la tessera faccia il politico, non ha capito nulla della "dottrina Fardelli". Senza bisogno di timbri formali nel PD, ha dimostrato che contano più i voti che le tessere nel portafoglio. I numeri portati a Sara Battisti, specialmente nella sua roccaforte di Caira, non sono chiacchiere ma fatti pesanti come macigni. Ora Palazzo Jacobucci lo aspetta: un ritorno al futuro che profuma di tradizione familiare, seguendo le orme di papà Cesare, ma con il piglio di chi si è preso il posto a gomitate (e preferenze).
VOTO 9 – Il Democratico "di fatto".
I SINDACATI UNITI
Troppo spesso finiscono sul banco degli imputati, accusati dagli stessi operai di aver smarrito la grinta di un tempo o di non difendere a sufficienza il pane quotidiano. Critiche legittime, per carità, ma la verità che emerge dal vertice al Mimit è un’altra: senza di loro, oggi, su Stellantis calerebbe il sipario nel silenzio generale. Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Ugl e Fismic, guidati dai segretari delle sigle confederali Mirko Marsella, Andrea Di Traglia e Gennaro D'Avino, sono rimasti le uniche sentinelle a guardia dei cancelli. Se la fabbrica non si spegne nel buio dell’indifferenza, se i riflettori nazionali restano accesi su Cassino e se la guardia rimane altissima, è solo grazie a questo fronte comune che ha gridato "Cassino non si tocca". Hanno dimostrato che, pur nelle diversità, quando il territorio trema, sanno essere un unico, indistruttibile baluardo. Monumentali.
VOTO 10 – Le Sentinelle del Lavoro.